Storia carina ma non mi ha entusiasmata come pensavo. Vengono accennate tematiche importanti senza essere approfondite così da risultare fuori contesto.
Adua
Igiaba Scego costruisce un’avvincente storia di famiglia, guerra e migrazioni, fatta di sofferenza e speranza.
«Alla fine io e te non siamo diversi: qualcuno ci ha umiliato, schiacciato. Io sono rimasto sotto. Sono stato sconfitto. Forse tu sarai più fortunata. Forse.»
Adua vive a Roma da quarant’anni ed è immigrata dalla Somalia all’Italia. Fuggita a diciassette anni da un padre severo e da un regime autoritario, ha visto presto infrangersi il sogno di diventare un’attrice di successo. Ora la guerra civile somala è finita, la sua migliore amica Lul è tornata in patria e anche Adua sente il richiamo della terra natia. Ma suo marito, un giovane immigrato sbarcato a Lampedusa, ha bisogno di lei. Quando suo padre muore, Adua eredita la casa di famiglia e non può più rimandare le domande che la inquietano: è davvero arrivato il momento di tornare in Somalia a reclamare ciò che le spetta? E come può riprendere in mano la sua vita e costruirsi un futuro? Padre e figlia, con voci alternate, raccontano una storia che intreccia i ricordi e i piani temporali ed entra nelle pieghe del loro rapporto irrisolto.
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Anno edizione:2023
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Bì 09 gennaio 2025
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