Nutrivo moltissime aspettative nei confronti di quest'opera che andava a trattare un aspetto della storia poco conosciuto: la vita quotidiana dei civili tedeschi pochi mesi dopo la sconfitta. Lettura poco scorrevole, a tratti noiosa, ma soprattutto un finale terribilmente affrettato...dove sono finiti i Morgan? è comunque una bella storia che fa riflessioni importanti sui pregiudizi e sulla guerra.
L'alba del mondo
Amburgo 1946. La città, assegnata agli inglesi dopo la spartizione degli Alleati, è spezzata dalla guerra, come le vite di tutti, vincitori e vinti: la Storia ha cambiato le facce e il cuore delle persone, e pochi ricordano la vita com'era prima. Qui, in un mondo ancora immerso nella notte più buia, il maggiore inglese Lewis - uomo leale e coraggioso - è costretto a esercitare i suoi diritti di vincitore: dovrà requisire ai legittimi proprietari una magnifica casa sul fiume Elba, per abitarci nel tempo della ricostruzione insieme con la moglie Rachael, che con il piccolo Ed lo sta raggiungendo dopo la lunga separazione. Lewis, il cui senso della giustizia è più forte dell'odio seminato dalla guerra, decide però di non scacciare la famiglia che vi abita, il vedovo Lubert e la figlia adolescente Frieda. Con l'arrivo di Rachael, distrutta dalla perdita del figlio maggiore per una bomba nemica, comincia così la strana convivenza delle due famiglie, l'inglese e la tedesca, nella grande casa sull'Elba. Lì, in mezzo a una città distrutta, i loro destini fatalmente s'intrecciano e, mentre l'odio e il rancore lasciano pian piano il posto all'amore e perfino alla passione, ciascuno, in modi diversi, ritroverà il coraggio di vivere. Solo così, la notte cederà il passo a una nuova alba, e forse torneranno le speranze e i sogni di un tempo. Quelli che la guerra ha sepolto sotto le sue indifferenti macerie.
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Victoria 21 dicembre 2021tanta aspettativa
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Daria Schiavolin 01 dicembre 2017
Inizialmente ero molto propensa a dargli 4 stelline ma la fine mi ha spiazzata un pochino. Nel senso che non esiste un vero e proprio finale, o almeno non per tutte le storie. Il romanzo racconta l'inizio della ricostruzione, quando la Germania é ancora terra di tutti e terra di nessuno. Si seguono tre fili conduttori: Lewis e la sua famiglia, Herr Lubert e la sua famiglia, i ragazzi orfani ribelli. L'ambientazione é descritta benissimo, i particolari politici non annoiano ma, anzi, arrischino l'esperienza di lettura. Ci sono dei colpi di scena e questo aspetto mi ha coinvolta molto. Lo stile narrativo é scorrevole ma non lascia nessuna parola al caso. Non sapevo cosa aspettarmi di questo libro, l'ho preso letteralmente a scatola chiusa in quanto faceva parte dell'iniziativa "un libro al buio". Per cui era incartato e descritto tramite le recensioni di altri lettori. Mi é piaciuto. La fine rimane come ho detto un punto dolente. In particolare le fila della vicenda di Lewis, Rachel ed Ed rimangono sospese. Ho interpretato questa apertura come un: okay siamo entrati a passi lenti nel mezzo di una vicenda e ora che abbiamo spiato un po' i protagonisti da dietro la finestra, é ora di lasciarli e torare alle nostre vite. Mi piace pensarlo così anche se devo ammettere che questo vuoto mi ha fatto un po' male. Mi ero affezionata molto a Lewis, per quanto per niente a Rachel, e mi sarebbe piaciuto seguirlo un pochino di piú nell'epilogo, dove la sua presenza é inesistente. Rimane un buon libro da leggere, un bel romanzo storico appassionante, quindi se non vi spaventano le porte aperte, ve lo consiglio!
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