Scrivo queste poche righe per correggere qualche imprecisione presente nella recensione fatta dall'utente "u": - "Alessandra" non è affatto il secondo LP dei Pooh, ma il quarto (quinto se ci mettiamo anche "Contrasto", pubblicato dalla Vedette senza il consenso della band); - vero è che Fogli era (o avrebbe voluto essere) voce primaria su "Memorie", ma già su "Opera Prima", l'album precedente, il produttore Lucariello aveva imposto che le parti vocali fossero equamente divise tra tutti i membri della band. Questo fu uno dei motivi (reali) che portarono Fogli a lasciare i Pooh; - Stefano D'Orazio è stato persona estremamente modesta, lo si percepisce nelle tante interviste rilasciate durante la sua carriera ed anche nei suoi scritti. Per valutare quanto fosse davvero "apprendista batterista" basta cercarsi su YouTube il video "POOH L'anno,il posto,l'ora e Parsifal Live 1972". Non era un virtuoso, ma è stato estremamente funzionale all'evoluzione della band. Inoltre, come Red Canzian, proveniva dal mondo del progressive rock. Riguardo al disco, personalmente lo trovo troppo melodico e leggero, nonostante l'innovativa presenza del sintetizzatore Moog in alcuni brani, e figlio del successo di "Pensiero" e "Tanta Voglia di Lei" presenti nel disco precedente. Faranno molto meglio con i due dischi successivi, "Parsifal" e "Un Po del Nostro Tempo Migliore". Da "Poohlover" in poi, verranno fuori i veri Pooh in tutto il loro splendore.
Alessandra
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Yggdrasil72 02 luglio 2026Solo per correggere qualche imprecisione...
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u 01 aprile 2022Alessandra Pooh
Secondo album del gruppo. Debutta alla batteria Stefano D’Orazio (al posto di Valerio Negrini), ed esce Riccardo Fogli al basso e, non scordiamolo, voce primaria (a favore dell’ingresso di Red Canzian). Ci sono da dire diverse cose. Se nel primo album alla batteria Valerio Negrini aveva fornito buon supporto ritmico, deciso sulle aperture e le chiusure, precisissimo sulle rullate, con lavoro buono sui piatti e con un suono molto definito, il suo successore appare già da subito, come egli stesso si definisce all’interno del suo libro “Confesso che ho stonato”: un “apprendista batterista”, che “corre” sul tempo e che deve essere diretto da Monaldi in sede di registrazione per ovviare a questo problema. Un batterista che, in modo naturale, non sa tenere il tempo, ditemi cosa ci sta a fare dietro una batteria..
Disco 1
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