Diario di una diversa di Alda Merini è una racconto non cronologico del momento più difficile della sua vita: il manicomio. Lo consiglio vivamente a chi vuole fare un viaggio nella dura vita della scrittrice. All'interno non solo troverete la prosa ma anche alcune poesie! Buona lettura!
L'altra verità. Diario di una diversa
Quando venni ricoverata per la prima volta in manicomio ero poco più di una bambina, avevo sì due figlie e qualche esperienza alle spalle, ma il mio animo era rimasto semplice, pulito, sempre in attesa che qualche cosa di bello si configurasse al mio orizzonte. Un alternarsi di orrore e solitudine, di incapacità di comprendere e di essere compresi, in una narrazione che nonostante tutto è un inno alla vita e alla forza del "sentire". Alda Merini ripercorre il suo ricovero decennale in manicomio: il racconto della vita nella clinica psichiatrica, tra elettroshock e autentiche torture, libera lo sguardo della poetessa su questo inferno, come un'onda che alterna la lucidità all'incanto. Un diario senza traccia di sentimentalismo o di facili condanne, in cui emerge lo "sperdimento", ma anche la sicurezza di sé e delle proprie emozioni in una sorta di innocenza primaria che tutto osserva e trasforma, senza mai disconoscere la malattia, o la fatica del non sentire i ritmi e i bisogni altrui. Una riflessione che si fa poesia, negli interrogativi e nei dubbi che divengono rime a lacerare il torpore, l'abitudine, l'indifferenza e la paura del mondo che c'è "fuori".
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Autore:
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Anno edizione:2007
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Alice 20 gennaio 2026AUTRICE DIMENTICATA DA RICORDARE
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Sab 25 dicembre 2025Intenso
Era da tempo che volevo leggerlo e devo dire che non ha deluso le mie aspettative. Una sorta di flusso di coscienza che permette di immergersi totalmente nella cruda realtà che racconta. Fa riflettere
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Claudia 14 settembre 2025Lettura intensa e profonda
L'altra verità non è un romanzo, ma un'autobiografia frammentata e straziante in cui Alda Merini racconta i suoi anni di ricovero in manicomio. È un'opera di una sincerità disarmante, che non ha paura di mostrare il dolore, la lucidità e la follia che si mescolano senza sosta. Merini non si limita a descrivere la sua esperienza, ma la eleva a una dimensione universale, rendendola un inno alla dignità umana e alla forza della parola.
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