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Amici miei. La trilogia (3 Blu-ray) di Nanni Loy,Mario Monicelli
Amici miei. La trilogia (3 Blu-ray) di Nanni Loy,Mario Monicelli - 2
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Amici miei. La trilogia (3 Blu-ray)
Paese: Italia
Quattro amici, Melandri, Sassaroli, Necchi e Mascetti, mattacchioni in gioventù, ma ora attempati e acciaccati, con un ritorno di spregiudicata e anacronistica goliardia ritentano le bravate del passato. Lo scherzo più cattivo viene fatto al quarto, il conte Mascetti, vedovo e ridotto sulla sedia a rotelle da una trombosi, che i tre sistemano in una fastosa "Villa Serena", casa di riposo per vecchi danarosi. Più avanti, essi stessi non resistono e finiranno di propria iniziativa alla Villa, ma per continuarvi i loro scherzi rivoltanti e le loro volgari bravate, e per organizzare una gita finale al polo Nord (al fine di eternarvi - surgelata - la loro incontinente senilità?). Ma gli anni sono passati e a volte ci rimettono, nel perpetuo scherzo fatto per allontanare l'idea della morte.
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Descrizione

Amici miei
Cinque amici sui cinquant'anni si ritrovano periodicamente per organizzare beffe in grado di allontanare lo spettro della vecchiaia e della morte.

Amici miei atto secondo
Capitolo secondo delle avventure goliardiche dei quattro amici toscanacci. Una girandola di scherzi e disavventure private del presente, che si alternano a flash-back che propongono vecchie avventure di quando era ancora vivo il Perozzi (il quinto amico interpretato da Philippe Noiret, che muore alla fine di "Amici miei"). Tutto bene finché all'improvviso una trombosi blocca su una sedia a rotelle il Mascetti.

Amici miei atto terzo
I quattro amici, ormai in età avanzata, ritentano le bravate del passato. Mascetti, vedovo e paraplegico, è ospite di una casa di riposo, che diverrà luogo degli scherzi e delle bravate dei quattro.
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Terminal Video

Conosci l'autore

Nanni Loy

1925, Cagliari

"Regista italiano. Dopo una laurea in giurisprudenza, il diploma al Centro sperimentale di cinematografia di Roma lo indirizza alla regia, alla quale approda dopo una lunga trafila di aiuto-regie (soprattutto con L. Zampa: Anni facili, 1953), di una seconda unità (Tam Tam Mayumbe, 1955, G.G. Napolitano) e di un paio di coregie (con G. Puccini: Parola di ladro e Il marito, entrambi del 1957), tutte esperienze che gli forniscono un buon mestiere, in particolare nella direzione degli attori. Se il primo film, Audace colpo dei soliti ignoti (1959), nasce con l'intenzione evidente di sfruttare il successo di I soliti ignoti (1958) di M. Monicelli, i successivi Un giorno da leoni (1961) e Le quattro giornate di Napoli (1962), entrambi incentrati su episodi significativi della Resistenza italiana...

Mario Monicelli

1915, Viareggio, Lucca

Regista italiano. Dopo aver realizzato nel 1935, con il cugino Alberto Mondadori, un mediometraggio (I ragazzi della via Paal) ed essere stato aiuto-regista e sceneggiatore, affronta la regia nel 1949, dirigendo con Steno otto film di prevalente intonazione comica e con un eccellente Totò (tra cui Vita da cani, 1950, e Guardie e ladri, 1951). Dal 1954 lavora da solo (Proibito, melodramma sociale da un romanzo di G. Deledda), alternando film drammatici a film comici, quasi sempre legati a temi di critica sociale. Dopo Totò e Carolina (1955), dirige la coppia A. Sordi-F. Valeri nel satirico Un eroe dei nostri tempi (1955), lancia E. Martinelli nella commedia rosa Donatella (1956) e anticipa la commedia all'italiana, rivelando le doti comiche di V. Gassman con I soliti ignoti (1958). Leone d'oro...

Bernard Blier

1916, Buenos Aires

Attore francese. Nasce lontano dalla patria durante una missione scientifica del padre biologo. Tenta tre volte di entrare al celebre Conservatoire di Parigi prima di essere ammesso alla classe di L. Jouvet, mito del teatro e del cinema transalpino. Dal «basso» di un fisico rotondetto, con un volto-maschera dagli occhi sardonici e la bocca che pare perennemente contratta in una smorfia, si ritaglia un vestito su misura da perfetto caratterista, che con gli anni e ben 160 film, seppure quasi mai in parti da protagonista, lo renderà inconfondibile. L'esordio è del 1937 con Il caso del giurato Morestan di M. Allégret, cui seguono altri film di M. Carné e Y. Allégret. Anche l'Italia gli offre ruoli ideali come il capitano «bollotondo» in La grande guerra (1959) di M. Monicelli o lo stizzoso ragioniere,...

Caterina Boratto

1916, Torino

Attrice italiana. Si fa conoscere dal pubblico a vent’anni nel melodramma Vivere (1937) di G. Brignone, in cui già mostra la sua raffinata bellezza di taglio anglosassone, che le vale una chiamata a Hollywood, dove però non sfonda. Tornata in Italia, resta lontana dai set fino a che F. Fellini non la chiama per Otto e mezzo (1963) e Giulietta degli spiriti (1965). Con gli anni non perde fascino e passa dai ruoli più standard come in Ardenne ’44: un inferno (1969) di S. Pollack a personaggi più impegnativi, come una delle tre narratrici di Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) di P.P. Pasolini o la maliarda che seduce U. Tognazzi/conte Mascetti in Amici miei atto III (1985) di N. Loy. Si segnala anche in Lo zio indegno (1989) di F. Brusati.

Enzo Cannavale

1928, Napoli

Propr. Vincenzo C., attore italiano. Formatosi in teatro, in compagnia con i De Filippo e poi con P. De Vico e U. Alessio, si afferma nel cinema come caratterista versatile, specializzato soprattutto nel filone erotico all’italiana, dove sa dar vita a ruoli simpatici ed estrosi in film come L’insegnante (1975) di N. Cicero, La liceale (1976) di M.M. Tarantini o La settimana bianca (1980) di M. Laurenti. Spalla ideale di alcuni dei maggiori comici italiani, da R. Pozzetto a E. Montesano, è espressione della migliore tradizione comica partenopea. Deliziosa la sua imitazione di Eduardo che beve il caffè in Liquirizia (1979) di S. Samperi, con cui lavora anche in numerosi altri film.

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