L'apocalisse del nostro tempo,scritta nel 1918, è l'ultima opera di Rozanov in cui l'autore si misura con la rivoluzione russa e il suo significato dal punto di vista spirituale. Per Rozanov non ci sono dubbi sul fatto che il cristianesimo rappresenti il responsabile della rivoluzione dal momento che esso ha fin dalle origini condannato ogni manifestazione di vitalità (in primis la sessualità) finendo per allontanare l'umanità da Dio per consegnarla all'ateismo marxista. L'umanità stanca di aspettare una terra promessa mai raggiunta decide di costruire da sè il proprio Eden socialista travolgendo furiosamente tutte le istituzioni, le strutture legate alla vecchia civiltà cristiana.
L'apocalisse del nostro tempo
L’Apocalisse del nostro tempo è l’ultima opera di Rozanov, pubblicata nel 1918 con sistema quasi artigianale, sotto forma di opuscoli inviati ai sottoscrittori. Mentre gli avvenimenti della Rivoluzione infuriavano, Rozanov, spossato e ridotto alla miseria, rivolse la stessa penna che aveva saputo esprimere «i filamenti autunnali, i sospiri, quanto è pressoché impercettibile», a descrivere la «svolta apocalittica» che intravedeva. Ne nacque questo libro, fremente cronaca visionaria di un immenso rivolgimento, di una crisi che è poi diventata il nostro stato normale – e insieme pamphlet contro il cristianesimo moderno. Uomo di tutti i paradossi, poco prima di morire come un grande mistico cristiano Rozanov volle lanciare il più devastante attacco contro la propria religione, in cui vedeva l’origine di quell’orrendo progressismo e di quella graduale rescissione dalla natura che aveva sempre aborrito. E qui, ancora una volta, l’intreccio volutamente contraddittorio degli argomenti di Rozanov viene esaltato dallo stile: la Russia come «Impero in briciole» sembra specchiarsi tutta in questa prosa a brandelli, sinuosa e baluginante, abitata in ogni sillaba dalla «fantasticheria russa», da quel «vagare per monti e per valli che è così russo» e sarebbe stato combattuto, come Rozanov intuì subito, dai tanti funzionari della Rivoluzione che si apprestavano a prendere il potere. Col suo invincibile odio-amore, Rozanov ci ha dato in questo libro una visione chiaroveggente del momento più intenso e terribile della storia russa di questo secolo: «Šcedrin, ti prendo e ti benedico. Russia maledetta, Russia benedetta».
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Anno edizione:1979
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davide maresca 05 dicembre 2017
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