Tenere bene a mente la storia familiare degli Armadale è stato complicato, ma poi cavolo guardate che esistono altri nomi oltre ad Allan, poi lo vedete come si fanno cosotti con gli atti di matrimonio. Dove finisce il destino e dove cominciamo noi? Tutto in Armadale grida alla paura di essere già scritti. Allan, sei stato spesso frustrante con la tua leggerezza ma forse la mia era soltanto invidia nel vedere qualcuno così dentro il suo mondo da non percepire i pericoli dell’esterno. Ti hanno consegnato un passato che non hai scelto e una storia familiare che avrebbe potuto diventare la tua condanna. Ma tu continui a cercare una cosa: essere soltanto Allan. Combatti contro l'idea che ciò che è accaduto prima di te debba determinare ciò che sarai. Midwinter, tu porti addosso il peso del passato tuo, di Allan e anche dei vostri padri ed è un peso che ti logora ma mai hai pensato di rinfacciarlo ad Allan. La colpa di tuo padre ti è diventata quasi una seconda pelle. E forse per questo la tua amicizia con Allan è una delle cose più commoventi del romanzo. Perché proprio lui, l'uomo che secondo la storia dovrebbe essere il tuo nemico, diventa invece qualcuno che ami. Tu provi a interrompere una storia che non hai iniziato. E tu Lydia, potrei chiamarti manipolatrice, bugiarda, pericolosa. Ma sarebbe troppo facile. Perché tu sei anche una donna che non accetta di essere confinata nel posto che il mondo ha preparato per lei. Vuoi avere potere sulla tua vita in un mondo che concede alle donne pochissimo potere. Solo che, per conquistare quella libertà finisci per usare gli altri come strumenti. Quanto della nostra libertà rimane libertà quando per ottenerla dobbiamo togliere libertà a qualcun altro? Nel tentativo di diventare l'autrice della tua storia, cominci a scrivere quella degli altri. Le vostre tre vite lasciano una potente questione irrisolta: quanto siamo davvero liberi, se quello che siamo stati continua a decidere ciò che possiamo diventare?
Armadale
«Wilkie Collins è famoso, nei manuali di letteratura, per avere scritto nel 1868 il primo giallo. Ma non eccelle solo nella suspense. È anche uno scrittore di sentimenti. Ed eccelle nella pittura dei personaggi» - Antonio D’Orrico
Armadale è un nome, ma il romanzo non è la storia del personaggio che lo porta. È piuttosto la storia del nome stesso, anzi del mistero che vi si cela. Perché sono quattro gli Allan Armadale coinvolti nella vicenda, due padri e i rispettivi figli: opera del destino o del caso? Quando l’anziano Allan Armadale, in punto di morte, affida a una lettera una confessione terribile, non immagina nemmeno lontanamente le ripercussioni che ne seguiranno: il segreto che rivela coinvolge la misteriosa Lydia Gwilt, tentatrice dai capelli rosso fuoco, bigama, dipendente dal laudano e avvelenatrice di mariti. I suoi maliziosi intrighi carburano la trama di questo dramma appassionante: una storia di identità confuse, maledizioni ereditate, rivalità amorose, spionaggio, denaro… e assassinio. Il personaggio di Lydia Gwilt orripilò i critici dell’epoca, al punto che un recensore la descrisse come «una delle donne maligne più recidive di sempre, i cui espedienti e le cui brame hanno infangato la narrativa». Resta fra le più enigmatiche e affascinanti donne del diciannovesimo secolo, il cuore nero della più sensazionale fra le sensation novel vittoriane. Considerato tra i capolavori di Collins, Armadale, romanzo a tinte forti e pieno di suggestioni, conferma il talento magistrale dell’autore nel tessere un intreccio in maniera impeccabile.
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Anno edizione:2016
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Pancef 03 agosto 2026Siamo già scritti?
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Ste 26 gennaio 2025
Bel romanzo anche se non il mio preferito di Collins, molto lungo ma scorre veloce e coinvolge il lettore. Lo consiglio
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riavulill 07 gennaio 2025Un capolavoro senza dubbio
Armadale è forse il vero capolavoro di Collins. Un libro scritto con una perfezione difficile da uguagliare. La storia, gli intrecci, le descrizioni, tutto ti cattura fino a sentirti parte della storia.
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