L'Alzheimer colpisce un rinomato accademico, Ervin de Apolinario, che comincia a presentare una forte alterazione comportamentale e ricorrenti vuoti di memoria. La malattia sconvolge la vita delle persone che lo circondano, in particolare della famiglia, colpita dalle conseguenze della perdita progressiva di identità di Ervin, che si isola sempre più dal mondo e dopo pochi anni è ricoverato in una clinica specializzata. Lo psichiatra che prende in cura Ervin, nonostante le resistenze iniziali, è Daniel, che ha vissuto il dramma dell'Alzheimer nella propria infanzia (la nonna ne era affetta) e che da adulto si era sempre rifiutato di riavvicinarsi alla realtà di questa malattia. La vera spinta a seguire Ervin, oltre all'ammirazione per il paziente, è in realtà l'attrazione per la figlia di Ervin, Natasha. Si delineano così i temi importanti del romanzo, quelli del conflitto, del desiderio, dell'amore. Ma soprattutto Flavia Cristina Simonelli tiene a sottolineare il tema della assenza nella vita quotidiana e il momento in cui ciascuno si risveglia e cerca di prendersi in mano la propria vita.
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Anno edizione:2018
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