Leggere questo libro non è stato solo sfogliare delle pagine, ma intraprendere un vero e proprio viaggio interiore. Gio Evan possiede una delicatezza rara, capace di toccare corde profondissime. Mi ha colpito molto la sua visione del lutto: non come la fine di qualcuno, ma come l'inizio di noi stessi senza quella persona. È un passaggio doloroso ma necessario, che incarna perfettamente il pensiero di Jung: "si supera solo ciò che si attraversa". Pagina dopo pagina, l'autore usa la natura e i luoghi come veri maestri. Ci insegna a imitare l'albero che non si oppone al flusso ma lo incarna. Ci invita a guardare alla montagna e al deserto per capire se ci stiamo disabitando. È una visione profondamente sciamanica. Questo libro mi ha ricordato che abitarci dentro è il nostro vero compito e che la gioia non capita per caso: è una scelta, una disciplina dell'anima e un impegno quotidiano. Lo consiglio a chiunque senta il bisogno di fare ordine dentro di sé.
La gioia è un duro lavoro
Una storia intima, sospesa tra realtà e sogno, che racconta come anche una sola mattina possa bastare per riprendersi tutto l’amore mancato. Una mattina in cui, come un’assenza vivissima, la propria madre aiuta a ricordare se stessi.
«La mancanza non toglie, è presenza. Lì dove tu non ci sei più, io continuo a sentirti.»
Dalle tradizioni sciamaniche impariamo che un’anima può prendere in prestito qualsiasi forma della natura – un merlo, una pianta, il vento – anche solo per un istante, giusto il tempo di un saluto di passaggio. Nel mezzo di una passeggiata nel giardino di casa, all’alba dei suoi trent’anni, un ragazzo percepisce la presenza della madre. È l’occasione per sentirsi, ancora una volta, figlio. Nasce così un dialogo mai esistito prima, un’intimità rimandata dalla vita e interrotta dalla morte. Parole mai dette, domande rimaste sospese, affetti sfiorati e non vissuti, insegnamenti ancestrali e viaggi che li avevano separati. Ora tutto torna alla luce, con lentezza e verità. Il monologo interiore del ragazzo si trasforma, pagina dopo pagina, in un dialogo silenzioso ma colmo di senso. Lui parla, lei risponde nel modo in cui solo un’anima può farlo: attraverso il paesaggio. Lo spirito della madre lo guida in un’indagine di ricapitolazione sull’infanzia, sull’amore, sulla perdita, sulle ambizioni e sulla possibilità di guarire il passato. Sempre scortato dalla sua prosa poetica, in questo libro Gio Evan si confronta con la scomparsa della madre, cercando un senso alla sua assenza e intrecciando il dolore all’educazione spirituale ricevuta dal suo maestro.
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Aurora 14 agosto 2026Un percorso poetico e spirituale
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Alice 11 luglio 2026Da leggere
Questo libro è un percorso che noi facciamo mentre leggiamo. E' una riflessione ed un insegnamento che ci porteremo per tutta la vita. Non è il solito libro che ci dice di essere sempre felici; tutto il contrario! Dobbiamo imparare ad accogliere i momenti bui e non dobbiamo avere paura di piangere!
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Anita93 02 luglio 2026Poetico
Come suolo lui sa
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