"Atlante minimo" è la nuova silloge dell'autore Marco Petruzzella edita da peQuod Edizioni. La raccolta è suddivisa in cinque parti (Atlante Urbano, Geografie Intime, Mappe del Corpo, Cartografie della Parola e Frammenti) che contengono poesie brevi, prive di orpelli, che arrivano direttamente al punto e direttamente al cuore, deliziosamente e dolorosamente minimaliste e lapidarie. L'autore mostra la sua Milano, soffermandosi sui dettagli di situazioni e persone che vivono nella caotica e bellissima metropoli, in cui fretta e smog contaminano paesaggi e pensieri e in cui nebbie e luci regalano atmosfere misteriose e avvolgenti. "Perché mai una gru dell’edilizia appare evocazione? Immagino sia la forma del cielo." Con argute e ironiche analisi Petruzzella parla di una civiltà che si nasconde dietro sorrisini di convenienza, continue recite ed esasperate superficialità. L'autore sembra esortare a girare col proprio bagaglio di vita in bella vista, aperto agli sguardi increduli dei passanti, sfacciatamente fragile e ingenuo. "e la serenità li turba un po’ perché non sanno che io trasporto: qualche sogno arnica per la schiena una corda insaponata dei ricordi tre poesie e frammenti di una nuova storia" La poesia è un rifugio, un modo per trovare qualcuno che legga negli abissi, che si cerchi e ritrovi tra le oscurità e le fragilità di versi così veri da essere "menzogna", da essere tutto "ciò che resta". "Ballate la mia Musica. Leggete il mio buio!" L'autore dedica poesie ad amici, familiari, ad amori passati, soffermandosi su dettagli unici, su particolari così evocativi da colpire profondamente, da rimanere impressi e creare immagini originali che invitano a riscoprire ricordi e affetti custoditi nel profondo. "Portammo il Punk al Louvre e ti amai soprattutto per questo." Petruzzella descrive, con le sue strofe asciutte, chirurgicamente e musicalmente cesellate, un tempo che scorre inesorabile smussando gli angoli, cambiando le prospettive e allontanando anche da ciò che sembrava insostituibile. La sua analisi è lucida, tagliente come un rasoio, e mostra un presente che ha fagocitato un passato ricco di umanità, bellezza, ideali e sogni. "Ci si abitua a tutto." Questa raccolta è pensata per tutti coloro che si perdono "nonostante le mappe", per tutti coloro che vogliono trovare "oscuri lamenti" affini ai propri, per chi vuole (r)esistere, nonostante tutto. "CREDEVO alle favole Finché il genocidio mi ribaltò la zucca." Consiglio a tutti questa silloge scritta con onestà e amore per la Parola, che mostra ciò che sta dietro la maschera di una società perbenista, che canta di solitudini sempre più distaccate dalla realtà, di superficialità sempre più radicate e della banalità di un male che va combattuto con l'umanità e con l'arte, che unisce e denuncia, che svela e sa far entrare nelle profondità più recondite dell'animo.
Atlante minimo
Scrivere è un atto di colpa e di redenzione. / Mappo il vuoto, / do un nome ai silenzi, / fingo che il mondo non possa sfuggirmi. / Ogni verso è menzogna, / eppure è ciò che resta.
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Elisa 20 febbraio 2026Una mappa poetica per (r)esistere
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