Ho letto questo libro senza particolari aspettative, conosceva di fama Puig e avevo anche letto un altro libricino carino come: Fattaccio a Buenos Aires che pero non ricordo bene la trama ma questo libro è tutt'altra cosa. La storia è ambientata negli anni 70 in piena dittatura militare argentina in un carcere ma a dire il vero potrebbe essere ambientata in qualsiasi carcere di qualsiasi paese con un governo autoritario. Dialoghi serrati, anzi voci e basta dei protagonisti mentre invece quelli che vivono sono le storie, i film che il personaggio di molina racconta al rivoluzionario Valentin, attraverso di esse conosciamo i protagonisti e la situazione quasi senza speranza in cui si ritrovano. Interessante notare come i film non vengano descritti al lettore in modo autonomo ma raccontati da Molina a Valentin (e a noi lettori) con le sue parole, cosi il ritmo, il tono dei dialoghi rende tutto vivo e colorato e seppur in cella la storia non è claustrofobica ma anzi escapista. Tra dialoghi e silenzi l'autore delinea i suoi personaggi e per sottrazione, il noto " non detto" ma suggerito, il non descritto ha un impatto maggiore. Puig adora i film trash o sdolcinati e ne va fiero, eppure il suo libro non si nasconde ed è sovversivo, ribelle a modo suo, e gli elementi da thriller politico mantengono la tensione alta soprattutto verso la fine. Alcune pagine sono potenti, altre patetiche, alcune divertenti, altre piene di umanità. Stilisticamente oltre ai dialoghi vivi, lo scrittore usa molte tecniche come il flusso di coscienza tipico dei modernisti, rapporti militari, note a pie di pagina con saggi scientifici, pagine che sembrano una sceneggiatura o testo teatrale il che rende la lettura sempre amena. P.S Altri autori moderni come Vargas LLosa o Calvino hanno fatto tentativi simili e seppur brillanti erano stati esercizi di stile( come Fattaccio a Buenos Aires), questo invece è quello che ha raggiunto i vertici più alti.
Nella cella di una prigione di Buenos Aires, ai tempi della sanguinosa dittatura dei generali, il militante di un movimento clandestino si ritrova con un omosessuale condannato per corruzione di minori. Due personaggi radicalmente diversi: l'uno ha tutti i modi di pensare dell'intellettuale politicizzato, l'altro si identifica con il mondo sentimentale dei film hollywoodiani. Così, per distrarre il compagno, prende a raccontargli i film che ama, scena per scena, con il linguaggio di chi crede assolutamente vere quelle storie. La convivenza forzata cambierà entrambi i prigionieri, in un susseguirsi di colpi di scena e in un crescendo di drammaticità e di intrigo.
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Anno edizione:2005
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Lettore92 01 marzo 2026I film della donna ragno
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