Bacon a Mosca
Un memoir scintillante sull'importanza dell'arte.
«Meraviglioso. Pieno di deliziose intuizioni sul mondo dell’arte britannico dell’epoca e sulle strane macchinazioni dell’Unione Sovietica nei giorni del suo tramonto». - Max Porter
«Un resoconto comico e macabro dell’arte dietro la cortina di ferro». - The Guardian
Mosca, 1986. Un giovane intraprendente curatore e gallerista inglese di nome James Birch al suo primo viaggio in Unione Sovietica decide che Mosca è il posto giusto dove organizzare la sua prossima mostra di artisti britannici. L’epoca è quella della perestroika e della glasnost, di Mikhail Gorbaciov e della prossima caduta del Muro di Berlino, ma l’apertura all’occidente è una strada ancora impervia e poco praticata per la Russia. A sfondare ogni resistenza da parte dei funzionari del KGB e burocrati sovietici è l’arte di Francis Bacon, che diventa protagonista di un monumentale progetto di mostra che infine vedrà la luce alla Casa Centrale degli Artisti di Mosca il 22 settembre del 1988. A raccontare la rocambolesca genesi di questa personale rivoluzionaria è oggi lo stesso Birch, autore di un memoir scintillante e potente nel suo perseverare nell’idea che l’arte, allora come ora, possa cambiare i cuori e le menti dei popoli.
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Anno edizione:2022
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