Bambini indaco e papaveri gialli
Questo di Gilda Bertan - dice Antonino Ferro - è uno di quei rari libri che non si possono posare prima di averli letti tutti di un fiato. I temi sono lo sbocciare di un amore, un lutto che si compie, un'accettazione dolorosa, una speranza che si accende, una promessa di futuro sia pure nell'incertezza di un viaggio ancora lungo. Pagine intensamente commoventi si alternano ad altre esilaranti come quelle che riguardano il mondo delle "chat" e le prevedibili e imprevedibili storie che vi prendono vita. Altro personaggio importante è la montagna, come atmosfera che avvolge tutto il racconto, il cui impianto sembra all'inizio dolorosamente tragico, mentre poi vi si vanno aggiungendo tutti gli altri colori emotivi di cui gli esseri umani sono capaci. Su tutto, la straordinaria sensibilità dell'autrice nell'introdurci al mondo dell'autismo e della sindrome di Asperger, nel farceli attraversare rendendoceli "domestici", comprensibili, ricchi. Prefazione di Antonio Ferro, postfazione di Roberto Alajmo.
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Anno edizione:2011
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