Barando al solitario
Questa è la storia di Carla e della sua vita fondata sulle bugie con cui ingannava se stessa. Voleva giocare al gioco della vita da sola o, almeno, far credere di esserne capace. Eppure non si può limitare a solitario un gioco di condivisione, non si può costringere qualcosa di tanto maestoso a divenire banale, ci si può provare ma poi è inevitabile trovarsi “incartati”. Giocava al solitario trovandosi semplicemente a giocare male, barando e sperando di non rendersene conto. L’adolescenza di Carla, alla continua ricerca del sé, giunse a condurla ad accettare e ripudiare, amare e respingere tutto ciò che la riguardava. Seppure apparentemente calato in una dimensione fantastica, il mondo di Carla era dominato dalle emozioni che tutto sovrastavano, e non c’era niente di così reale come le sue emozioni. Carla giocava al solitario ma intorno a lei c’era un intero mondo che continuava a giocare nell'insieme sociale. Compagni e antagonisti, persone fidabili o traditrici: chi può definire un personaggio buono da uno cattivo? Forse il suo unico vero antagonista era se stessa.
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Anno edizione:2016
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In commercio dal:1 dicembre 2016
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