Questo libretto si presenta come uno spietato atto di accusa nei confronti della classe intellettuale di sinistra accusata di falsare con le proprie ossessioni il dibattito pubblico della democrazia italiana. L'aspetto che diviene il maggior motivo di scherno consiste nel fatto che i vizi che attanagliavano la sinistra comunista sono gli stessi che attanagliano la sinistra odierna nonostante siano passanti fior di decenni e il muro di Berlino sia crollato da un pezzo. Il metodo che l'autore sceglie di seguire e quello di accostare ad ogni figura delle citazioni significative che facciano trasparire l'incoerenza e il conformismo di questi intellettuali.
«Un pamphlet in cui con sagacia, arguzia e ironia si smascherano gli errori delle voci più autorevoli della sinistra, mostrandone gli errori, le previsioni sbagliate, le motivazioni torbide, i nonsensi da teatro dell'assurdo. La "bestialità" qui è vista nel senso di ferocia e di efferatezza implicite. Il metodo dell'autore è rigorosamente oggettivo, con citazioni documentabili, in ordine alfabetico e cronologico. Tra i nomi, si ricordano: Asor Rosa, Augias, Bellocchio, Benigni, Berlinguer, Bertolucci, d'Alema, De André, Eco, Ferroni, Fo, Mafai, Santoro, Scalfari, Vattimo.»
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Anno edizione:2013
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