Blue lit stage. Realtà e rappresentazione mediatica della tortura
Nel 2004 la circolazione mondiale delle foto di Abu Ghraib ha mostrato una inedita relazione tra spettacolarità e tortura. Emersa dalle segrete delle prigioni, la tortura diviene nella storia moderna una pratica che non attiene più solo al silenzio disciplinante del potere, ma alla visione indisciplinata dei consumi. Tutto si confonde nella rete: le umiliazioni del carcere iracheno con le pubblicità sado-chic di Vogue, le raccapriccianti immagini catturate con i videofonini dai soldati americani con la pornografia amatoriale, i corpi straziati delle vittime di torture con le sperimentazioni estreme della body art. I contributi presenti in questo volume, arricchito da un’ampia scelta di immagini, tracciano nuove prospettive d’analisi sul complesso fenomeno della tortura e sul modo in cui i media occidentali l’hanno mostrata. Saggi e interventi di: Alberto Abruzzese, Gianni Canova, Michel Maffesoli, Franco Rella, Antonio Scurati, Ugo Volli.
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Anno edizione:2009
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