Il mio primo libro di Simenon; ne ho apprezzato lo stile essenziale, asciutto, la capacità di caratterizzare il personaggio. Il protagonista è un uomo che abbandona il suo solito modo di vivere e si ribella alle leggi e alle convenzioni. Libro che apre a profonde riflessioni.
L' uomo che guardava passare i treni
La sera di un giorno qualsiasi, Kees Popinga si appresta a fumare un sigaro. Anche la sua vita è qualsiasi, e questo lo rallegra. Impiegato di una solida ditta olandese, è abituato a spartire le sue ore con perfetta regolarità. I suoi sentimenti non usano deviare, se non impercettibilmente, come per esempio per «quella certa emozione furtiva, quasi vergognosa, che lo turbava vedendo passare un treno, un treno della notte soprattutto, dalle tendine calate sul mistero dei viaggiatori». Quella sera, poche ore dopo, Popinga fu costretto ad accorgersi che la sua vita si disfaceva come un castello di carte. Ora gli accennava dall’oscurità una nuova esistenza, dove avrebbe avuto a che fare con figure per lui estranee: il sangue, le donne, l’imbroglio, il caso, la fuga, la paura, l’esaltazione, il falso, la polizia. Kees Popinga è uno di quegli uomini cosiddetti normali che Simenon predilige e che sa raccontare come nessun altro. La sua normalità, come ogni normalità, è illusoria: un meccanismo che, appena s’inceppa, diventa capace di tutto. Ma non tutti, a quel punto, sono capaci di tutto. Kees Popinga sì. Come era stato, un tempo, il più normale fra i normali, ora si sfrena e, preso da un’euforia sinistra, rovescia uno per uno tutti i capisaldi della sua realtà. La sua fuga è una sfida, e la sfida attira un’incalzante persecuzione, che ci trascina fino all’ultimo nella lettura. Personaggio paradigmatico dell’universo simenoniano, Popinga si insinua nella mente del lettore con una stupefacente familiarità. È come una carta da parati che abbiamo visto per anni e improvvisamente si metta a parlare. Dal momento in cui, un giorno, Popinga esce di casa e, chiudendo la porta, esce anche da se stesso, incontriamo di tutto e non riusciamo a evitare di vederlo con i suoi occhi. Il delitto, il terrore, la fantasticheria, la solitudine, la lucidità, la puntigliosità: sono nuovi pezzi su una vecchia scacchiera, e con il loro aiuto Popinga tenta disperatamente di eludere lo scacco matto. Alla fine, la sua vita, di cui ormai sappiamo tutto, sarà passata davanti ai nostri occhi, e ai suoi, come uno di quei misteriosi treni che amava guardare nella notte. "L’uomo che guardava passare i treni" fu pubblicato per la prima volta nel 1938.
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Autore:
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Lingua:Italiano
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Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Sofia 24 giugno 2026Profondo
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Neftaly76 03 maggio 2025interessante
Non è forse il suo libro che mi è piaciuto di più, ma è bello. Inizio forse un po’ lento, ma la scrittura di Simenon è fantastica. Grande capacità di farti vivere gli sviluppi delle vicende e di farti partecipare anche emotivamente allo sviluppo, quasi si vivesse in un film.
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Sever 21 febbraio 2025Breaking bad
Bella storia. Finale forse un po' prevedibile, ma comunque scritta in modo magistrale
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