Questo è il mio primo approccio all'autrice vincitrice del Nobel. Sin da subito, il suo stile mi ha folgorata per la forza evocativa. Questo testo è una sequenza di annotazioni sulle esperienze interiori dell'autrice e su ciò che la circonda. Una voce intima, rarefatta e fuori dal comune
Il libro bianco
È in una tiepida primavera di Seoul, quando le magnolie in fiore parlano di rinnovamento e rinascita, che Han Kang matura l’idea di scrivere un libro sul bianco. Ma solo nel corso di un lungo soggiorno all’estero, mentre vaga per le strade di una città sepolta sotto la neve, il suo progetto comincia a prendere corpo intorno al ricordo della sorella maggiore, morta poche ore dopo la nascita. Narrare la sua storia è un modo di restituirle la vita che non ha avuto, facendole dono di tutte quelle cose bianche, in cui si rivela la «parte di noi che rimane intatta, pulita, indistruttibile a dispetto di tutto». Le prime che Han Kang ci pone sotto gli occhi sono proprio le fasce cucite per la neonata, il camicino che la madre prepara per lei e la bimba stessa, simile a un dolcetto di riso. E bianco sarà tutto ciò che alla sorella la scrittrice offrirà: una zolletta di zucchero, un pugno di sale grosso, il volto della luna, la schiuma delle onde, il respiro che il gelo condensa e rende visibile, la neve – materia «fragile, effimera eppure di una bellezza impetuosa» – e le stelle limpide e fredde della Via Lattea, capaci di «lavare lo sguardo all’istante». Perché la purezza del bianco e il potere curativo delle parole possano lenire il dolore e alleviare la perdita.
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pignetralepagine 19 gennaio 2026Poesia e incanto
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Beatrice 14 gennaio 2026Profonda riflessione sulla vita
Una profonda riflessione sulla vita che nasce dall'accettazione della morte, riqualificata come l'unica cosa che può dare senso alla vita stessa (così com'è vero il viceversa). Un racconto che non si sviluppa su una trama, ma sul susseguirsi di immagini, collegate dalla centralità degli opposti. Così come contemplare qualcosa che ci appare come infinito, come il mare, ci è utile per riflettere sul fatto che anche esso sia destinato ad avere una fine, la contemplazione della morte diventa utile per comprendere la vita, nella sua inevitabile finitezza. Il primo passo in questo viaggio è il tentativo di identificare da dove nasca questo stesso bisogno, ricondotto alla domanda "Perché io esisto, mentre mia sorella è morta appena nata?". La riflessione dell'autrice parte proprio dalla consapevolezza che lei esiste proprio perché la sorella è morta appena nata e dunque, in un profondo slancio di gratitudine, vuole restituirle la vita che, in qualche modo, sua sorella le ha donato morendo. "Il libro bianco" è un inno alla vita, condito dalla consapevolezza che la vita non potrebbe esistere senza il suo opposto: la morte.
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Pagine_e_inchiostro 10 gennaio 2026Il libro bianco
Il libro bianco nasce da un’idea maturata durante una primavera a Seoul, ma prende forma definitiva durante un soggiorno all’estero, in una città coperta dalla neve. Qui l’autrice decide di scrivere un libro dedicato al colore bianco, intrecciandolo al ricordo della sorella maggiore, morta poche ore dopo la nascita. Raccontarne la breve esistenza diventa un modo per restituirle simbolicamente la vita che non ha potuto vivere. Attraverso una serie di brevi frammenti, Il libro bianco racconta il lutto e la perdita con delicatezza e sensibilità. La trama non é lineare: il testo si costruisce come una successione di pensieri, immagini e riflessioni autonome, che insieme danno forma a una meditazione intima e poetica sul dolore. Han Kang trasforma l’esperienza della perdita in una riflessione più ampia sul tempo, su ciò che sopravvive al dolore, sulla fragilità dell’esistenza e sulla caducità di tutte le cose. Il bianco diventa il filo conduttore del racconto: non solo un colore, ma uno spazio simbolico in cui memoria e assenza si incontrano. Lo sfondo è sospeso, quasi onirico, immerso in un paesaggio immacolato e innevato che attenua il peso della sofferenza senza mai cancellarla. La prosa di Han Kang è una vera conferma: può parlare di tutto e di niente, ma riesce sempre ad incantare il lettore. Il libro bianco è un testo breve ma intenso, che lascia una sensazione di malinconia, quiete e fragile bellezza.
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