Il Custode e’ un libro dove si riconosce il talento tecnico della scrittura di Niccolò Ammaniti ma per me resta oscura la necessità di questa storia, oscura l’utilità di questa storia. Solitamente chiudo il libro che mi annoia, che mi delude, che nn mi interessa, Il Custode e’ stato per me tutto questo ma per l’ammirazione che ho per Niccolo’ Ammaniti, con fatica, sono andato fino in fondo, cercandone il significato, cercando il minimo interesse. Una trama utile per una serie fantasy, forse. Con molto rispetto per l’autore un non consiglio di lettura.
Il custode
«È come se Ammaniti avesse spostato il baricentro dal realismo sporco degli anni Novanta a una dimensione più simbolica, senza però rinunciare alla concretezza dei corpi, delle pulsioni.» - Cristina Taglietti, La Lettura
«Niccolò Ammaniti racconta il presente nel modo più potente e realista possibile.» - Teresa Ciabatti
«Mamma mi aveva avvertito, scordati gli amici, scordati i viaggi, il mondo inizia e finisce a Triscina, noi abbiamo un compito, occuparci della cosa nel bagno».
Niccolò Ammaniti scrive il suo romanzo d’amore più pauroso, scavando nei desideri nascosti di un adolescente, Nilo Vasciaveo, che con la sua famiglia custodisce un segreto antico e letale.
In uno sperduto borgo della Sicilia, una striscia di case gettate alla rinfusa su una grande spiaggia, vive la famiglia Vasciaveo. Il tredicenne Nilo, la madre Agata e la zia Rosi. Ufficialmente si occupano di lavorare e rivendere marmo, ma è solo una copertura. I Vasciaveo sono da secoli, anzi da millenni, i custodi di qualcosa di indicibile. L’arrivo in paese di Arianna – giovane donna bella e alla deriva – e della figlia Saskia rompe gli equilibri che tengono in piedi le loro esistenze. Essere custodi della cosa nel bagno equivale anche a esserne prigionieri. Un sacrificio che Nilo, dopo aver conosciuto l’amore, non potrà più sopportare.
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Anno edizione:2026
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Ciro D'Onofrio 04 maggio 2026
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Daniela L 12 aprile 2026
Un romanzo che somiglia ad un raccontoi gotico. come sempre Ammaniti ha la capacità di parlare di bruttezza e fragilità umana al limite del grottesco trasformandola in poesia con lo sguardo incantato del protagonista bambino che si affaccia sul vita degli adulti con candore e non condanna neanche le atrocità più incomprensibili. È uno dei miei autori preferiti e penso che questa sia un'opera matura in cui noir trash e poesia sono in perfetto equilibrio. Bello il lato fantastico ed il richiamo alla mitologia che come nelle tragedie greche parla di miseria umana e miseria divina. Forse non sposa i gusti di tutti ma credo che sia un perfetto Ammaniti da leggere tutto d'un fiato
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SIMONA DENISE 08 aprile 2026Si salva solo la Sicilia
Una storia assurda che non è una fiaba, non è mito, non è reale. Un mix che porta al nulla. Ho apprezzato solo la descrizione di una Sicilia che riconosco. Per il resto queste trame che vogliono essere fantastiche ma non lo sono, mi deprimono. Ammaniti è spesso una delusione per me.
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