La classica iconografia dei santi riporta Santa Lucia con gli occhi nel piatto, il martirio di Santa Agata con i seni mutilati, l’estasi di Santa Teresa con il cuore trafitto da un dardo infuocato di divino amore, nella lista ci sta bene anche la carità carnale professata realmente nel 1600 circa da Suor Giulia Di Marco, per moltissimi fedeli del tempo in odore di santità, sebbene finì processata come eretica. La suora in questione promulgava l’amore fisico come mezzo per avvicinarsi al divino, realizzava a suo modo un miracolo per quanto scandaloso, attraverso l’esplicazione della propria sessualità, soddisfacendo la carne, riconoscendo così il divino tramite l’estasi orgasmica della propria e dell’altrui sessualità, realizzando perciò nei fatti la carità carnale. Monica Acito ha creato con arte e talento un bel romanzo, insolito, originale, fantasioso, e lo ha scritto bene, con una prosa ricca, articolata, feconda: l’autrice è provvista di una penna che ammalia, elegante, varia ed efficiente, mai ridondante o ripetitiva. Offre un racconto a tratti energico, a volte sinuoso, sempre efficiente e funzionale allo svolgersi degli eventi, con personaggi fattivi, realistici, dettagliati, riportati puntuali e con stile originale. La storia non ha niente di erotico o di pruriginoso, non ci si lasci fuorviare, non è un racconto hot, non ha nulla di pornografico, semmai gode di una trama poetica, delinea il candore di sentimenti affettivi di vario genere, filiali in modo particolare. Il romanzo potrebbe destare equivoci proprio per essere, a modo suo, una elegia del femminino sacro, che non ha niente a che fare con il matriarcato, ma è piuttosto un attribuire alla forza gentile della sessualità femminile l’energia della vita, il potere creativo della compassione, della solidarietà, della tolleranza, della resilienza: una vera e propria forma di carità carnale, un altro modo di declinare la parola amore. Che di per sé è sempre un miracolo.
La carità carnale
Un grande “cunto” favoloso, conturbante e al tempo stesso profondamente reale sul potere del corpo femminile.
«Lei si trovò la carità rovistandosi dentro, e la carità uscì da lei, come un fiore di cappero tra le ferite della pietra.»
«Una delle voci più interessanti della narrativa italiana.» - Massimiliano Virgilio, Corriere della Sera
«La carità carnale è un libro importante.» - Mirella Armiero, Corriere del Mezzogiorno
«Lo stile della Acito è impregnato dall'emozione, le parole disegnano quadri che si appiccicano al cervello in modo potente.» - Emiliano Reali, Il Mattino
Marianeve ha i capelli bianchissimi come una coniglia selvatica, ma la neve che porta nel nome non l'ha mai vista perché è nata nel cuore del Cilento, terra di rocce a picco sul mare, dal grembo rigonfio di lecci e castagni, le anche ossute e le fauci che si chiamano Gole del Calore. Marianeve è la sola, adorata figlia di Sarchiapone, che per lei dall'alba al tramonto si spezza la schiena nella bottega di alimentari del paese, senza sapere quanto scuorno desti nella figlia scorgerlo dietro quella vetrina unta, con il grembiule macchiato e il sorriso innamorato che gli si illumina sul viso appena la vede. Sarchiapone è convinto che Marianeve sia destinata a cose grandi, perciò nulla di lei lo preoccupa o lo stupisce: nemmeno quando la figlia si chiude con le compagne in cantina a fare i giochi proibiti che per la prima volta le rivelano il potere nascosto nel punto più segreto del suo stesso corpo – quello di guarire gli altri. Perché il suo destino eccezionale si compia Marianeve dovrà lasciare Sarchiapone, andare a Napoli, la città spalancata e misteriosa come un'ostrica, dove dal passato le verrà incontro un'altra donna, Giulia Di Marco, suora eretica del Seicento, che a sua volta aveva trasformato il proprio corpo in uno scandaloso strumento di guarigione, dando un nome al fuoco che le ardeva dentro: la carità carnale. Dopo il folgorante esordio con Uvaspina, Monica Acito si conferma una voce unica, capace di plasmare sulla pagina personaggi, luoghi, sentimenti con una scrittura immaginifica, piena di colori e di vita. La carità carnale è la storia del legame tra un padre e una figlia, più forte di ogni peccato e di ogni silenzio; è il romanzo di formazione di una ragazza di provincia che diventa donna in una città grandiosa e conturbante; è un alambicco narrativo nel quale passato e presente, fede e magia, carne e spirito si mescolano per dare vita a uno straordinario racconto d'amore.
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Anno edizione:2026
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Bruno Izzo 25 aprile 2026Chi mangia carne a tutte le ore
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