“The game is afoot”, dunque. Anthony Horowitz, con “La Casa della Seta”, alza il sipario su una nuova avventura del più famoso detective di tutti i tempi e, nel pieno rispetto dello stile narrativo e dello spirito dell’originale, scaturito dalla penna e dal genio letterario di Sir Arthur Conan Doyle, riesce nell’arduo compito di amalgamare, con continui riferimenti e citazioni di frasi celebri, il suo romanzo apocrifo al Canone, e a suscitare, aggiungendovi anche qualcosa in più, sensazioni ed emozioni identiche a quelle nate dalla lettura dell’opera, comunque incomparabile, di Conan Doyle, cui rende giustizia. Horowitz costruisce, infatti, una trama corposa avvolta in uno spesso strato di mistero, fitto come la nebbia di Londra, che, puntualmente, Holmes, con l’inseparabile Watson (che come noi lettori “vede, ma non osserva”), saprà dissipare, muovendosi, agile, alla luce brillante delle sue infallibili capacità di osservazione e di deduzione, fino a ricomporre, pezzo dopo pezzo, un complesso puzzle che, nella sua interezza, raffigura un pietoso quadro di indicibili miserie umane. L’enigma è risolto. La verità è svelata. “When you have eliminated the impossible, whatever remains, however improbable, must be the truth”. Parola di Sherlock Holmes.
Novembre 1890, Londra è stretta nella morsa di un freddo impietoso. Al 221B di Baker Street il fuoco arde nel caminetto e Sherlock Holmes sta bevendo il tè insieme al dottor Watson quando un uomo vestito con grande eleganza si presenta inaspettatamente, in preda a una grande agitazione. È Edmund Carstairs, un giovane mercante d'arte che si rivolge a Holmes in cerca d'aiuto teme infatti per la sua vita, poiché da settimane un losco figuro con un'orribile cicatrice sul volto lo segue. Intrigati dal racconto di Carstairs, Holmes e Watson decidono di indagare e all'improvviso si ritrovano coinvolti in una serie di eventi indecifrabili e inquietanti, che si dispiegano dalle strade buie di Londra al sottobosco criminale di Boston. Il caso si infittisce e tutto riconduce puntualmente alla misteriosa e sinistra "Casa della Seta", un'entità di cui sembri impossibile definire natura e contorni, una cospirazione pericolosa al punto da rischiare di distruggere le fondamenta della società stessa. Grazie all'intreccio diabolico e alla caratterizzazione dei personaggi, Anthony Horowitz riporta alla ribalta la figura di Sherlock Holmes in un nuovo romanzo concepito per i lettori di oggi senza però tradire minimamente lo spirito delle opere originali di Arthur Conan Doyle.
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Anno edizione:2012
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ANNALUISA TRIUNFO 25 settembre 2012
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SERENA DI IORIO 26 marzo 2012
L'ultimo manoscritto di Watson. Un’ultima storia da condividere dopo la morte dell’amato amico. Un storia che contiene un così truce delitto da dover essere secretata per cento anni. Anthony Horowitz riesce a rievocare la scrittura e le atmosfere dei racconti di Conan Doyle. Un giallo di stampo classico in cui ritrovare Sherlock Holmes e il dottor Watson. Un po’ dilatato nella parte centrale, consigliato a tutti coloro che si sentono orfani dopo la scomparsa del famoso detective.
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