Chernobyl. Il canto della foresta rossa
Dal disastro nucleare di Chernobyl al mito della Foresta Rossa: un bosco nell’oblast’ di Kyiv, al confine tra Ucraina e Bielorussia, cristallizzato in pochi istanti da livelli di radiazioni tali da mummificare gli alberi tingendoli di rosso; un ecosistema di straordinaria ricchezza trasformato in un inferno radioattivo, contaminato ma ancora vivo. Qui è la viva voce della Foresta a raccontare la ferita, le vite sacrificate e le lacrime radioattive, ma narra soprattutto una storia sorprendente di adattamento e rigenerazione. È il regno dei semi dormienti che germogliano, delle radici che resistono, degli alberi che muoiono e rinascono, degli animali che ritornano. Custodito dalle radiazioni, il cuore della Zona di esclusione si è trasformato nel tempo nella più vasta distesa di natura selvaggia dell’Europa centrale. Interdetto all’uomo, altre presenze abitano in silenzio questo paesaggio riemerso. La vicenda di Chernobyl però non è finita, continua a influenzare presente e futuro: nel 2022 i soldati russi occupano la centrale nucleare e scavano nei terreni contaminati, trasformando il sito in un obiettivo strategico della guerra in Ucraina. Postfazione di Paolo Pecere.
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Anno edizione:2026
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