Il cielo in uno schermo ti prende per mano e ti accompagna a rivivere le stesse condizioni di non vita fuori dal tempo. A partire dai più piccoli, che trascorrono giornate interminabili dentro casa accumulando tristezza e smarrimento, ma grazie ai genitori che, con sacco a pelo e tenda improvvisano un campeggio in salone, allontanano tristi pensieri, li aiutano a rigettarsi nella cerchia dell'amicizia in modalità virtuale. Altri, invece, interrogano i propri genitori circa l'impotenza dell'uomo che nonostante avesse inventato macchine, treni velocissimi, aerei e razzi raggiungendo la luna non è però stato capace di sconfiggere un microrganismo e ragazzi più grandi scaricano l'App che trasforma lo smartphone in piattaforma scolastica, confinando le distrazioni tecnologiche nella loro stessa quarantena. È il tempo in cui ognuno è connesso, a tal punto che tutti entrano nelle vite e case di tutti e le famiglie reciprocamente e indistintamente diventano protagoniste di smarrimenti, preoccupazioni, tensioni. È l'unico clima che si respira dentro il cielo dello schermo, imprigionati e fatti carico di eguali paure! Una società che sta crescendo in solitudine senza il confronto di un amico o di un amore, che disorienta e disperde quel germoglio intimo che passo dopo passo attraversa l'infanzia, l'adolescenza, la maturità. Tutto è contrastato, difficile, incomprensibile proprio quando si sta iniziando a imparare a leggere e scrivere, quando si dovrebbero fissare i propri occhi negli occhi del mondo, esser dentro in ogni cosa. Una scuola che soffre, fatica e inciampa, fatta di insegnanti e giovani pieni di buona volontà che si sono attrezzati alla meglio mettendo in piedi lezioni tra caos e singhiozzi virtuali. Gli stessi insegnanti che hanno preso per mano gli scolari per iniziare insieme un lungo viaggio, sempre attenti a non lasciare indietro nessuno, che ti guidano da dietro uno schermo allacciando speranze e voglia di andare lontano. Una scuola irreale, astratta, sbriciolata nell'etere di una rete instabile. È successo tutto così in fretta che sono stati lasciati i libri a scuola e che non tutti in casa possedevano un dispositivo a testa per seguire le lezioni. L'onda del covid ha travolto tutti allo stesso modo, ha visto insegnanti e genitori lottare tra computer e DAD. È accaduto mentre genitori si separavano, famiglie andavano in frantumi, così destabilizzando e gravando ulteriormente lo stato d'animo dei figli. Questo libro narra di storie vere che hanno messo a dura prova quelle famiglie già in difficoltà dentro cui una nonna deve allevare il nipotino con pochi mezzi e tanta fatica. O di un ragazzino che strappato alla famiglia di origine per violenze domestiche vive solo con sua zia che lavora come infermiera nel reparto di malattie infettive. Cosa farà se anche lei si dovesse ammalare? Trema all'idea di una casa famiglia! E come se non bastasse l'orco di turno non manca nemmeno in certe situazioni, anzi ne approfitta, e la studentessa rintanata in casa per volere del bastardo coronavirus si vedrà alla mercé di un bastardo un milione di volte più pericoloso. Oggi comprendo che normalità è riempire le scuole di ragazzi, affollare le piazze, sdraiarsi al sole nei parchi, scatenarsi alle feste, imbottigliarsi nel traffico del mondo che alza la polvere e scorre nelle vene di ogni strada. Maledetto virus, non ha risparmiato nemmeno gli abitanti di isole sperdute in mezzo al nulla. E intanto la primavera arriva indisturbata con il suo ingresso teatrale ed esplosivo di colori e armonia. Si pensa al ritorno a scuola, che non sarà più la stessa, perché dietro una mascherina e con la dovuta distanza non si parlerà più di “compagno di banco” ma lo si vedrà come un potenziale pericolo, involontario vettore di un contagio. Nell'inquieto timore di un prossimo lockdown che riporti tutti nel cielo dello schermo.
Non si fa che parlare di Scuola. Per lo più critiche, contrasti aspri e, sebbene non privi di fondamento nella maggior parte dei casi, inconcludenti perché limitati al contorno. La Scuola non è banchi, non è sanificazione, non è l'orario né la necessità di frammentarlo, alternarlo, anticiparlo, posticiparlo. La Scuola è persone, è bisogni, è progetti, da Nord a Sud, da Est a Ovest di questo nostro Paese polemico. Abbiamo provato a ricostruirne il quadro, lasciando comunque molti buchi, una trama rada di testimonianze in forma di racconti, lettere, articoli che portino in primo piano piccoli e grandi ostacoli di chi sta da una parte e dall'altra dello schermo di un computer e che ne ha fatto, nel bene e nel male, il proprio cielo per molti mesi. Gli autori: Alessio Seganti, Angelo Floramo, Giancarlo Giuliani, Gisella Colombo, Lorenzo Lapini, Marco Pischiutti, Maria Elena Cialente, Mariaester Graziano, Paolo Mosanghini, Sandra Moretti, Silva Ganzitti, Veronica Rossi, Walter Tomada.
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Non si fa che parlare di Scuola. Per lo più critiche, contrasti aspri e, sebbene non privi di fondamento nella maggior parte dei casi, inconcludenti perché limitati al contorno. La Scuola non è banchi, non è sanificazione, non è l’orario né la necessità di frammentarlo, alternarlo, anticiparlo, posticiparlo. La Scuola è persone, è bisogni, è progetti, da Nord a Sud, da Est a Ovest di questo nostro Paese polemico. Abbiamo provato a ricostruirne il quadro, lasciando comunque molti buchi, una trama rada di testimonianze in forma di racconti, lettere, articoli che portino in primo piano piccoli e grandi ostacoli di chi sta da una parte e dall’altra dello schermo di un computer e che ne ha fatto, nel bene e nel male, il proprio cielo per molti mesi.
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Anno edizione:2020
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