La città (2026). Vol. 2: Conflitti e no. Gennaio
Lo svuotarsi del conflitto è stato uno dei volti del “there is no alternative” che ha accompagnato il consolidarsi dei modelli neoliberisti e del primato del mercato, come unico vero regolatore della vita sociale. A questo è corrisposta una modernità non più collegata al progresso dove le scelte politiche si configuravano come neutrali, solo tecniche. E’ mutato il ruolo dello stato e il rapporto tra pubblico e privato. I sistemi di welfare sono stati ridimensionati, e il lavoro ha perso centralità, anche simbolica. A questo si sono associate rabbie e rancori, a partire dai soggetti più colpiti dal mutamento. Sono emerse le nuove culture dei populismi, delle chiusure e dei razzismi diffusi. Le città sono state al centro di queste trasformazioni, investite dalla globalizzazione e dal cambiare della composizione sociale e del paesaggio fisico e umano. La fase dei comitati, iniziata in questi anni, ha incarnato la micro-politica della prossimità. Di questo ragioniamo in questo numero de “La città”. In una stagione che sembra riscoprire i conflitti anche se siamo ancora lontani da una ricostruzione della rappresentanza e da una rinnovata inclusività della politica.
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Editore:
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Anno edizione:2026
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In commercio dal:11 marzo 2026
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