Sono arrivata alla fine di questo lungo percorso . Un racconto di viaggio molto affascinante che mi ha lasciata senza parole. Un percorso in terre considerate la culla della spiritualita'e della ricerca interiore del proprio io trasformate, oggi, in un agglomerato di microcosmi che cercano di proiettarsi verso un futuro rivoluzionario, prendendo l'occidente come mito da imitare ma, difficile da raggiungere perche' tranne qualche focolaio isolato, ancora troppo legate a tradizioni arcaiche che considerano la donna come semplice oggetto di piacere ed esaltano la suddivisione della propria popolazione in caste, passando da una ricchezza esasperata ad una miseria al limite ed isolando quelle popolazioni antiche che ancora oggi custodiscono il segreto di una vera societa' equilibrata per tutti. Ma, proprio in questa miseria riusciamo ancora a riscoprire il vero senso della vita, ad apprezzare ogni minima cosa, a cogliere l'importanza di un sorriso, a sentirsi parti uguali di una traiettoria superiore della quale non conosceremo mai la fine. Ho anche apprezzato la volonta' dello scrittore di mettersi a nudo con il coraggio di evidenziare le proprie fragilita' e lo sconvolgimento interiore in luoghi storici e come lui stesso li definisce colmi di Amore e di fronte a figure surreali come il Dalai Lama che inevitabilmente cambiano la vita. Un libro che mi ha emozionata e coinvolta durante la lettura scaturendo anche l'interesse di approfondire tanti riferimenti storici, eventi, personaggi non conosciuti. Da sottolineare anche le molteplici figure incontrate durante il cammino affascinanti nella loro diversita'. Posso infine dare solo che un giudizio positivo. Grazie.
I come India. 15 mesi tra sari, sadhu e smartphone
Il libro racconta un viaggio di 15 mesi in India ma non è l'ennesimo diario di viaggio nel Subcontinente. Più si addentra nel tessuto geografico e umano del Paese, più l'autore sente il desiderio e la necessità di abbandonare la parte comoda e protetta di semplice spettatore che si limita a osservare, per calarsi in quella di soggetto che partecipa appieno alle emozioni che si vivono ogni giorno sulle strade e in tutti gli altri luoghi e non luoghi del Subcontinente. Presenta quindi l'India soprattutto attraverso una "galleria" di personaggi. La meraviglia che si prova nell'incontro con le persone che la popolano è almeno pari allo stupore di fronte al più bello dei paesaggi e dei monumenti del Subcontinente, capolavori della natura e dell'uomo a cui manca però la consapevolezza di essere tali. L'autore giunge alla conclusione che solo la conoscenza e la legittimazione reciproca, e l'osmosi di culture e pensieri differenti, sono l'antidoto possibile a fondamentalismi e steccati ideologici di cui questo nuovo millennio è sempre più intriso. Riproduzione a richiesta.
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Autore:
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Anno edizione:2015
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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simona panada 30 marzo 2016
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