Commentari di Cesare sulla guerra gallica
Tra le tante traduzioni del De bello Gallico di Cesare, questa di Sossio Giametta primeggia per il suo carattere filosofico ossia di sentimento della Vita davvero congeniale e contiguo all’antico sentire romano, imponendosi quindi come una sorta di reference. “Volgarizzamento” sarebbe stato forse il titolo più rispondente alle sue eccelse qualità di stile, proprio al modo dei volgarizzamenti antichi, i quali rivaleggiavano cogli stessi originali: non a caso Giametta che traduce Cesare ricorda Davanzati alle prese con Tacito. E infatti, come nota Anna Rotunno nella sua illuminante prefazione, “anche per il meno accorto lettore della traduzione giamettiana viene naturale pensare che se Cesare avesse potuto scriverli in italiano li avrebbe certamente scritti nell’italiano di Sossio. [...] Occorreva, dunque, il senso speciale di Sossio per l’umano, di cui la sua lingua miracolosa è la manifestazione più compiuta, per vedere Cesare restituito a quelle pagine e per vedere quelle pagine accendersene. Non nel senso che la versione sossiana faccia brillare il testo latino d’una luce non sua, ma nel senso che essa rivela del testo di Cesare la luce che gli è propria e la pulsante vitalità”. Prefazione Anna Rotunno.
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Anno edizione:2026
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