Il contagio
“La maggior parte della popolazione utilizza sempre meno la propria testa, in balia delle tecnologie che ci semplificano la vita. Ce la facilitano a tal punto, che non usiamo più la nostra mente, la nostra intelligenza”. Un’affermazione che sarebbe già valida anche oggi ma che, nel tenebroso futuro in cui è ambientato "Il contagio", richiama profezie che rimandano, letterariamente, al "1984" di George Orwell. «Usiamo memorie elettroniche per dimenticare cose importanti. Usiamo navigatori satellitari per smarrire il gusto della ricerca. Usiamo mezzi di comunicazione per perdere la voglia di conoscere la gente». Uno dei protagonisti di questo romanzo senza un attimo di tregua afferma quanto siamo già in grado di intuire, riguardo al futuro dell’Umanità. Un testo, quindi, di scottante attualità, all'interno di una lotta tra ciò che appare “bene” (anche quando non lo è) e ciò che è dichiaratamente “male”, riproponendo, modificato, l’eterno dissidio tra questi due poli.
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Anno edizione:2018
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