In una discoteca di Torino, viene ritrovato nel bagno del locale il cadavere di una giovane donna, uccisa con diverse coltellate. Del caso si occupa il commissario Fabio Gheppi, e le sue indagini lo portano a scoprire che la vittima frequentava il locale in modo assiduo ogni giovedì sera insieme al marito, prediligendo la stanza del “Glory Hole”, ossia una sex room in cui si effettuano pratiche erotiche un po’ perverse. Man mano che si inoltra con le sue indagini, Gheppi scopre un mondo perverso celato tra le mura del locale, e non solo. L’autore affronta la tematica della devianza erotica, e il testo si presenta come una torbida storia che mischia eros e delitti, su uno sfondo di pratiche erotiche un po’ estreme. La parte “gialla” risulta ben delineata e sviluppata. La storia base è alternata da stralci di articoli di giornale, verbali della polizia, e post su Facebook che riguardano il delitto, il che rende la storia in un certo senso più “completa”, poiché dà un senso di verosimiglianza con un ipotetico caso reale. Un testo che in qualche modo invita alla riflessione, poiché mette in risalto un mondo deviato che non tutti conoscono. A causa delle numerose scene ad alto contenuto erotico, la lettura del libro è riservata a un pubblico maggiorenne.
La crepa
Opera finalista al Premio 1 Giallo x 1.000 seconda edizione. In una Torino continuamente sferzata da una pioggia invernale, il commissario Fabio Gheppi, da poco trasferito in forza alla Questura del capoluogo piemontese, è alle prese con il suo primo omicidio. In una gelida notte di gennaio, in un locale per scambisti, viene rinvenuta, pugnalata a morte, una giovane donna che frequentava il locale assieme a suo marito. Inizia così per il commissario una frenetica e, apparentemente, inestricabile indagine in un ambiente, quello degli scambi di coppia e dei club privé, che non solo non conosce, ma di cui fatica a comprende i torbidi e ambigui meccanismi. Con l'aiuto dei suoi più stretti collaboratori inizia così la ricerca dell'assassino tra festini, orge, coppie equivoche e depravati di ogni risma che paiono muoversi in una Torino parallela, oscura, che nulla ha a che spartire con la rigorosa e austera capitale sabauda che tutti conoscono.
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Anno edizione:2020
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Isabella Liberto 05 maggio 2020
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