Questo romanzo, al contrario del solito, non mi ha convinta. L'autrice lungheggia sull'introspezione della protagonista e ne riduce il comportamento razionale. Il personaggio di Scarpetta sembra paranoico e poco lucido per la maggior parte del libro. Consigliato solo a chi ha letto i precedenti, chi legge per la prima volta questa autrice provi prima con qualche altro titolo di questa meravigliosa serie.
«Un romanzo che è qualcosa più di un thriller psicologico.» - The New York Times Book Review
«Continuo a guardare il video sul mio telefono e mi sento al contempo in due posti diversi, nel passato e nel presente. Mi illudevo che quel racconto dell'orrore fosse concluso per sempre, dimenticato. Mi sbagliavo. Colgo la sfida e dentro di me qualcosa comincia a ribollire come lava. Sono consapevole della collera che provo, della voglia irrefrenabile di distruggere la criminale più infida e riprovevole che io abbia mai conosciuto.»
Cambridge, Massachusetts. Kay Scarpetta riceve sul cellulare un messaggio che sembra arrivare dal numero di emergenza di sua nipote Lucy, con un link a un video girato da un apparecchio di sorveglianza che riprende la stessa Lucy e risale a quasi vent'anni prima. Ma come è possibile? La famosa anatomopatologa si ritrova così al centro di un vero e proprio incubo dai risvolti molto personali. Comincia a scoprire oscuri e terribili segreti che riguardano la nipote che lei tanto ama e che ha cresciuto come una figlia. A questo primo video ne seguono altri, con chiare e pericolose implicazioni legali, che lasciano Kay in uno stato di isolamento, preoccupazione e confusione. Non sa cosa fare né con chi confidarsi, non può nemmeno rivolgersi al marito Benton Wesley, né a Pete Marino e ovviamente non a Lucy. Il suo universo e quello di tutti coloro che lei ama viene messo a repentaglio da un piano diabolico, mentre lei stessa è alle prese con il caso della morte solo apparentemente accidentale della figlia di una ricca e famosa produttrice di Hollvwood.
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Anno edizione:2016
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Questo progressiva inversione di marcia di Patricia Cornwell, sul personaggio Kay Scarpetta, non riesce a trasportarmi come prima. Scarpetta è passata dall'essere una coroner investigativa ad una paranoica che va contro quell'immagine di donna razionale che apprezzavo tanto. Tutto il romanzo è pervaso da incertezza. Scarpetta preferisce mantenere ogni segreto, forse per un desiderio perverso di saper tutto lei. Per tutto il libro gran parte dei dialoghi sono rappresentati dalle sue conversazioni interiori che nulla aggiungono alla trama se non confusione. Benton e Lucy sono altrettanto silenziosi e riservati. Mi appare strano che l'autrice debba utilizzare questi escamotage dipanando la trama di una interminabile tessitura per imbastire un'atmosfera intrigante che a parer mio risulta solo intrisa di vaghezza.
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La narrazione si svolge su due fronti: in una lussuosa villa dove la figlia di una famosa produttrice hollywoodiana viene massacrata simulando un suicidio e nella tenuta superblindata di Lucy Farinelli, nipote di Kay Scarpetta, perquisita in ogni angolo da forze speciali dell’ FBI. Sulle due vicende apparentemente non collegate, aleggia l’ombra di una ben nota serial killer, Carrie Grethen, nemica acerrima di Kay e data più volte per morta. La diabolica e depravata Carrie agisce subdolamente, falsando le indagini e manovrando occultamente per colpevolizzare di delitti vari Lucy, la sua compagna Janet e di riflesso la zia Kay. Tutta la vicenda la si ricostruisce con una certa difficoltà non tanto attraverso un susseguirsi di fatti, quanto deducendola da interminabili riflessioni, soliloqui, dialoghi della patologa forense Kay Scarpetta con i soliti collaboratori, cioè il detective Marino, il marito Benton, la nipote Kay e pochi altri investigatori. La tensione narrativa è data da suggestioni, timori più o meno fondati, sbattere misterioso di porte, manomissione di autovetture, e soprattutto dall’angoscia e dai tremori di una Kay che sta invecchiando e che continua a percepire nell’inafferrabile Carrie un pericolo mortale. Solo alla fine si materializza un colpo di scena che spiega tanti misteri ma che non risolve definitivamente l’indagine. Il thriller non è di facile lettura, si affastellano infatti nei dialoghi tra i protagonisti elementi a volte contradditori che complicano l’iter narrativo e disorientano il lettore. La Cornwell attraversa, e non da adesso, una fase involutiva, i suoi consueti protagonisti appaiono un po’ stanchi, la routine consueta non è forse più percorribile : occorrono nuovi stimoli, nuove invenzioni che inducano la protagonista Kay ad azioni più serrate, con qualche emozione in più. L’autrice scrive sempre in modo impeccabile e credibile, tanto da immedesimarsi nelle angosce della protagonista, quasi fossero anche le sue. Da leggere, con pazienza e attenzione.
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