Dal colloquio alla teoria
Come ricostruiamo l’immagine e la storia di un paziente? Che strumenti usiamo per una ricostruzione che risulti convincente sia dal punto di vista degli affetti sia dal punto di vista della ragione? E, più in generale, come ragionare nel e sul colloquio? A queste domande il libro dà alcune risposte, partendo dall’esame di strumenti concettuali di base necessari per rendere criticabili gli elementi dell’esperienza del colloquio. Ma perché a questo scopo viene esaminato proprio il colloquio? L’autore utilizza questa situazione perché essa, a suo avviso, consente di esaminare uno scambio interpersonale nel quale non si dà il transfert. Il colloquio è una situazione paragonabile all’osservazione naturalistica, di contro all’analisi che è paragonabile al laboratorio del biologo. L’autore si sofferma sull’uso di quello strumento fondamentale che è il concetto di rappresentazione, elabora una breve tipologia delle rappresentazioni, ne fa vedere le possibilità d’uso, ma disegna anche uno “spazio” concettuale all’interno del quale il gioco delle rappresentazioni riconosce i propri limiti e ritrova il proprio significato.
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Anno edizione:1996
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