L’organo passò da strumento sacro a profano nei jazz club degli anni ’50, quando il B-3 entrò nelle band. Da allora non ha mai smesso di affascinare gli appassionati. Bill Heid conosce bene la sua storia e il ventaglio di suoni che può sfoderare. Dal ’65 a fine anni ’70 ha lavorato nei club di Baltimora, Newark, Detroit e Chicago, spesso con grandi come Sonny Stitt, David “Fathead” Newman, Mickey Roker, Roger Humphries, Henry Johnson, Jimmy Ponder e Peter Bernstein. Per “Dealin’ Wid It” Heid ha scritto tutti i brani tranne uno e in ciascuno ha infuso lo spirito musicale di luminari dell’organo Hammond come Don Patterson, “Big” John Patton, “Baby Face” Willette, Larry Young, Jimmy Smith e Jack McDuff. Nei dieci brani, tra cui una lettura di “Hurt So Bad” che fa l’occhiolino alla versione di Richard “Groove” Holmes, la band è gioiosa, coesa e appassionata, con la batteria di Randy Gelispie che mescola blues e swing e la chitarra di Perry Hughes che regala assoli creativi.
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