Horror non così disturbante, siamo in casa vacanze nella nostra Toscana. La scrittrice non italiana rende bene l'ambientazione e l'atmosfera che si vive in questi luoghi, e oltre a crearci su una trama paranormale intorno, racconta soprattutto delle dinamiche di questa vacanza in famiglia, di cui caratterizza bene tutti i suoi componenti con relative paturnie mentali. Coinvolgente con dialoghi vivaci, protagonista ironica e incompresa, la pecora nera come si suol dire (sul quale tutti sembrano scaricare colpe e rabbie anche personali, ai limiti dell'assurdo...! ). Piacevole, ma non mi ha fatto impazzire. Un merito alla scrittura va dato decisamente, mentre si trovano nella battitura troppi errori ortografici (non gravi).
Diavola
Anna ha un solo obiettivo per la tradizionale vacanza di famiglia: sopravvivere. Ma non è così semplice uscirne indenni quando la tua famiglia ti fa sentire sempre fuori posto: quando il tuo gemello, schiavo di una relazione tossica, evita ogni tipo di scontro, quando tua sorella invece sembra voler solo provocare e discutere. Quando tua madre giudica continuamente il tuo stile di vita e quando tuo padre, in cerca di tranquillità, riesce solo a farti pesare il costo della vacanza. Un piccolo agriturismo in Toscana sembra il posto ideale per il ritrovare un po’ di pace insieme, ma Anna non sa che, oltre alla sua famiglia disfunzionale, c’è qualcosa di spaventoso tra le mura di quel paradisiaco luogo di villeggiatura. Strani rumori notturni, inquietanti avvertimenti degli abitanti del villaggio e il passato oscuro e violento della villa stessa. Un fantasma antico e maligno li attende dietro la porta della vecchia torre, deciso a manipolare ed esacerbare le tensioni della famiglia. Un fantasma che non le lascerà scampo, mettendola di fronte a tutto quello che l'ha sempre fatta sentire fuori posto. Benvenuti e buona permanenza a Villa Taccola.
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Anno edizione:2026
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BMoon 16 giugno 2026
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Pagine_e_inchiostro 02 giugno 2026Diavola
Diavola racconta la storia di Anna, una ragazza americana che parte per una tradizionale vacanza estiva con la sua famiglia. La destinazione è Villa Taccola, una villetta isolata in Toscana che, almeno in apparenza, sembra il luogo ideale per rilassarsi e trascorrere del tempo insieme. Ma per Anna stare in compagnia della sua famiglia significa soprattutto cercare di sopravvivere. C’è il fratello gemello, incapace di affrontare i conflitti e intrappolato in una relazione tossica; c’è la sorella, sempre pronta a provocare; infine, genitori troppo bigotti e nipoti insopportabilmente energiche. Anna è da sempre la pecora nera della famiglia: la persona su cui finiscono per ricadere colpe, tensioni e frustrazioni. Oltre a essere il teatro di una famiglia disfunzionale, Villa Taccola sembra custodire anche presenze oscure: strani rumori riecheggiano nel cuore della notte, gli abitanti del paese si mostrano inquieti nel vedere la villa nuovamente abitata, figure indistinte si intravedono alle finestre e una vecchia torre pare celare qualcosa di maligno. Il soprannaturale si insinua così in una famiglia già piena di crepe, alimentando rancori, paure e tutto ciò che Anna ha sempre cercato di tenere a distanza. Lo stile è immersivo e cinematografico, capace di trasmettere il disagio della protagonista attraverso suoni, sensazioni e atmosfere opprimenti. Detto questo, non l’ho trovato davvero un horror nel senso più classico del termine: non fa paura, anzi, sembra quasi giocare con gli elementi più tipici del gotico (rumori improvvisi, visioni fugaci, presenze inquietanti), senza mai spingersi davvero nel disturbante. Per me Diavola funziona come dramma familiare con sfumature gotiche, o come romanzo di anti-formazione. È una storia che parla della famiglia, dei ruoli imposti e della possibilità di liberarsi da legami da cui non dobbiamo necessariamente dipendere. Non è un capolavoro, ma un romanzo coinvolgente e scorrevole, una lettura estiva, ma non vuota.
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