La donna dal kimono bianco -  Ana Johns - copertina
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La donna dal kimono bianco
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Descrizione


Due donne coraggiose. Due mondi distanti per spazio e tempo. Il destino che le renderà protagoniste della stessa storia.

«Un romanzo così bello, intenso e vivo sul Giappone non si vedeva dai tempi di Memorie di una geisha.» - The Bookseller

Giappone, 1957. Il matrimonio combinato della diciassettenne Naoko Nakamura con il figlio del socio di suo padre garantirebbe alla ragazza una posizione sociale di prestigio. Naoko, però, si è innamorata dell’uomo sbagliato: è un marinaio americano, quello che in Giappone viene definito un gaijin, uno straniero. Quando la ragazza scopre di essere incinta, la comprensione e l’affetto che sperava di trovare nei genitori si rivelano soltanto un’illusione. Ripudiata da chi dovrebbe starle vicino, Naoko sarà costretta a compiere scelte inimmaginabili, per qualunque donna ma soprattutto per una madre… Stati Uniti, oggi. Tori Kovač è una giornalista. Mentre si prende cura del padre, anziano e gravemente malato, trova una lettera che getta una luce sconvolgente sul passato della sua famiglia. Alla morte del padre, decisa a scoprire la verità, Tori intraprende un viaggio che la porta dall’altra parte del mondo, in un villaggio sulla costa giapponese. In quel luogo così remoto sarà costretta a fronteggiare i demoni del suo passato, ma anche a riscoprire le proprie radici…

Dettagli

Tascabile
9 maggio 2023
352 p., Brossura
2000000116709

Valutazioni e recensioni

  • maripiace
    Delicato e crudele

    Non è il tipico romanzo con un finale felice, né lascia presagire l'epilogo, è semplicemente improvviso come gli avvenimenti che capitano nella realtà. É stata una lettura piacevole attraverso una narrazione bilaterale, da un lato il presente, dall'altro le vicende del passato. In breve, due storie che s' intrecciano molto commoventi.

  • Ilaria
    Delicato e appassionante

    Già il titolo è una poesia, la scrittura è realistica ma molto delicata, temi di grande profondità e di dolore sono trattati con estrema cura e passione. Due mondi in contrasto si incontrano, ma il loro amore dove li porterà in una società così mentalmente chiusa? Assolutamente consigliato, una storia da brividi

  • LuisaF
    Un romanzo che racconta vite vere

    È n romanzo di esordio, ma direi che è un’opera “seria”. L’autrice, prendendo spunto dalla vera storia del padre, che in gioventù era stato Marine americano in missione in Giappone al termine della seconda guerra mondiale e dell’occupazione, racconta la situazione, vera, dei molti bambini nati da relazioni di donne giapponesi con il nemico. Mettendo a frutto il suo personale viaggio di scoperta di questa parte segreta della vita del padre, l’autrice fotografa l’organizzazione sociale del Giappone della seconda metà del novecento, ne analizza la rigorosa suddivisione in classi sociali e racconta soprattutto ciò che riguarda le tradizioni e la condizione femminile nelle famiglie borghesi e benestanti, dove le donne erano totalmente sottomesse al padre e alla parte maschile, dovevano adattarsi a matrimoni combinati, non avevano libertà di affermare le loro scelte e aspirazioni. In questa società tradizionale, Naoko, novella Butterfly, vive la sua storia d’amore con il bel soldato americano. Non riesce in alcun modo a farla accettare dalla famiglia, che lo considera un nemico, e, quando si scopre incinta, viene addirittura ripudiata. Ma non è solo un problema del Giappone. Anche il ragazzo americano, che la vorrebbe sposare, non riesce ad ottenere il permesso dalle Autorità, perché a quell’epoca (solo allora?) i matrimoni misti e le conseguenti immigrazioni non erano ben viste. Naoko dovrà affrontare da sola la tragedia di tante ragazze come lei. Scopriamo che in quell’epoca nacquero oltre diecimila bimbi “mezzosangue”. Molti venivano soppressi alla nascita, altri venivano affidati nell’anonimato ad appositi orfanotrofi. E le madri non avevano vite migliori… Orrori delle guerre… Disperazioni aggiunte a disperazioni… Scopro, nelle note dell’autrice, che uno di questi orfanotrofi fu fondato nel 1948 da Miki Sawada, erede dell’impero Mitsubishi, dopo essere venuta a diretto contatto con una di queste tragedie. C’è tanto in questo libro… è difficile riassumere in poche righe realtà storiche così drammatiche. Ho molto apprezzato le note finali dell’autrice, in cui illustra e spiega i fatti e le situazioni reali da cui ha preso vita il suo romanzo. Ne consiglio la lettura.

Conosci l'autore

Foto di Ana Johns

Ana Johns

Nata e cresciuta a Detroit, Ana Johns ha studiato giornalismo e lavora da oltre vent'anni del campo delle arti creative. La donna dal kimono bianco (Tre60, 2020) è il suo romanzo di esordio, basato su eventi realmente accaduti, anche alla sua famiglia.

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