I primi capitoli sono incentrati sulla vita dell'autrice: mi ha da subito colpita la sua proprietà di linguaggio. Prosegue con vari riferimenti culturali, che ho apprezzato molto perché perfettamente inseriti nel discorso. Verso metà libro però ho iniziato ad avere dei dubbi: dapprima mi è mancata una spiegazione generale su Schopenhauer. Certo, si parla della sua biografia, del rapporto con Hegel, mentre della sua filosofia si dice poco e nulla, tranne per l'espressione "velo di Maya" che ricorre molto spesso - anzi, forse troppo - nel corso del libro. Mi aspettavo un'interazione maggiore tra la filosofia schopenhaueriana e ciò che aveva da dire l'autrice, ma l'essenza della "cura" che è il tema centrale di tutta l'autobiografia proviene da un romanzo di finzione, ed è stato quasi deludente. Inoltre, capisco l'esigenza di dover informare l'interlocutore sui DSA, metterlo al corrente degli attuali progetti in Italia, ma personalmente ho trovato l'ultima parte del libro troppo pesante.
Due chiacchiere con Schopenhauer (e col cancro)
Chiacchierare con un filosofo tedesco morto da più di un secolo e mezzo e con il cancro: sembra una provocazione, ma lo è solo in parte. In realtà, le due chiacchiere con Schopenhauer sono il dialogo interiore stimolato dallo studio della filosofia, una strada che Sonia ha sperimentato sulla propria pelle essere autenticamente terapeutica; e quelle col cancro sono il dialogo con la malattia, vissuta in prima persona, e con gli altri accidenti della vita, che vanno affrontati senza sconti. La sofferenza va accettata, accolta, abbracciata: e poi curata. Realisticamente, anche spietatamente, se necessario. Per riuscirci, l'unica via è squarciare il velo dell'apparenza per guardare in faccia la realtà. Se oggi Sonia ha una vita bella e piena è perché ha sulle spalle la fatica di un percorso lungo il quale ha conosciuto la durezza della vita e il morso del reale; e soprattutto perché ha compreso che la cura verso di sé e verso gli altri muove le montagne, proprio come la fede. Per questo ha maturato una duplice vocazione: ripensare e valorizzare il concetto di cura e trasmettere fiducia nella capacità di ciascuno di prendersi cura di sé e degli altri. Perché il solo modo di vivere una vita buona. Perché senza cura non c'è vita.
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Anno edizione:2023
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In commercio dal:28 aprile 2023
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stradivae 14 marzo 2025Troppa poca filosofia
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