Per una qualsiasi insegnante fresca di nomina in una scuola pubblica negli anni Cinquanta, il primo giorno di scuola è un giorno di caos e affollamento; eccetto che per Celeste, la maestra protagonista di questo libro, evidentemente perché ha le sue gravi colpe: infatti, è una donna più che moderna, assai peggio, è una donna intelligente, di più, è una donna che ragiona con la sua testa, un vero scandalo per l’epoca. Viene da Napoli, da una metropoli, e solo per amore di un nativo del luogo si è trasferita in un paesino della Calabria rustica e rusticante di quell’epoca, quando da poco vige l’obbligo scolastico. Figurarsi la sua sorpresa nel ritrovarsi, pertanto, non dico la sua classe, con il relativo caos di bambini vocianti, ma addirittura l’intero edificio scolastico silenzioso, innaturalmente tranquillo, vuoto, senz’anima. Da donna intelligente, avanti negli anni per età e indole rispetto alla mentalità gretta e ottusa dei tempi e del luogo, comprende in fretta che è una questione di “duramadre”, di “teste di coccio”, nonché come a dire di una forma silente, diremmo mafiosa, di ostracismo nei suoi confronti, portatrice di cultura, conoscenza, progresso, in sintesi del “nuovo” da troppi del posto aborrito come un peccato mortale. “Duramadre” è una vera e propria meningite, una patologia maligna, che si rivela nell’ottusa cocciutaggine arcaica e anacronistica dei tempi, dei luoghi e delle persone; un modo di indicare l’assurda e becera ignoranza, la testa dura e arretrata dei tempi correnti che di moderno non hanno ancora nulla, un respingere ad occhi chiusi a priori tutto quanto sa di nuovo, vivido, attuale, più etico e funzionale alla crescita civile e sociale. Celeste è una donna istruita, una donna intelligente, una donna innamorata, e come tale possiede cultura e cuore, duplici motivi per non mollare la presa. A costo di fare andata e ritorno, chi la dura la vince.
Duramadre
Con La Grande Sete Erica Cassano è diventata un’autrice rivelazione. Il romanzo ha esordito primo in classifica. Tutti i lettori ne hanno parlato per mesi dando vita a un passaparola senza fine. Dopo aver conquistato la fiducia dei librai e il plauso della stampa, Erica torna con un libro che cala una protagonista controcorrente in un paese pieno di mormorii, in una famiglia dove nulla è come sembra, in una tradizione che esclude il nuovo.Celeste vuole essere accettata per quello che è, ma allo stesso tempo è spaventata. Accanto a lei, Tonio sta cercando la sua strada, ma le sue radici lo ostacolano. Una storia sulle curve lungo il cammino per diventare sé stessi. E sulla forza per superarle.
Se nessun posto è casa, l'amore è la terra a cui tornare.
«Un'autrice che ha scalato le classifiche.» - Sara Ricotta Voza, Tuttolibri
«Erica Cassano ha uno stile piano animato da sorprendenti colpi di scena.» - Marzia Fontana, La Lettura
«Un'autrice che ha suscitato scalpore.» - Maria Grazie Ligato, iO Donna
«Una scrittrice di talento.» - Conchita Sannino, Il Venerdì
«Un solo riferimento temporale, il 1963, e una Calabria riarsa, dalla geografia vaga: Erica Cassano offre l'affresco del crudele immobilismo di una società arcaica, prigioniera di sé stessa.» - Ursula Beretta, La Lettura
Il primo giorno di scuola, Celeste entra in aula e non trova nessuno ad aspettarla. Nessun bambino. Nessuna famiglia ha avuto il coraggio di mandare i figli dalla nuova professoressa: una donna, nubile, quasi quarantenne, venuta da Napoli. In quel paese della Calabria basta un dettaglio per segnarti, uno sguardo per condannarti. Celeste è arrivata lì per amore. Credeva che accanto a Tonio avrebbe trovato un approdo sicuro. Invece anche nella nuova casa nessuno la vuole: la madre la sopporta appena, le sorelle la escludono e persino Tonio, giorno dopo giorno, sembra sfuggirle. A tratti Celeste non lo riconosce. A tratti non riconosce nemmeno sé stessa. Fuori, l'Italia corre verso il boom economico: arrivano i telefoni, cresce la speranza. Ma non lì. Non in quella terra aspra e dura come una madre che non perdona. Non in quel paese immobile, dove una maledizione grava sulla famiglia di Tonio. Celeste è un corpo estraneo: troppo moderna, troppo diversa. Più volte è tentata di andarsene. Eppure, lei ha passato la vita a cavarsela da sola. È fatta per resistere, non per fuggire. Ma questa volta porta in sé una verità che non ha avuto il coraggio di confidare a Tonio. Una verità che potrebbe cambiare ogni cosa. E che presto non potrà più restare taciuta.
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Edizione:2
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Bruno Izzo 05 ottobre 2026FUORI DA OGNI LOGICA
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Roberta 03 ottobre 2026La Calabria del passato
Un romanzo triste che descrive la triste realtà di un paese della Calabria del dopoguerra. Una realtà vera che alla fine ti lascia con un sorriso .. bravissima la scrittrice che ogni due capitoli inserisce sapientemente un capitolo che in analessi che ricostruisce il passato di Celeste e della famiglia di Tonio
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sammy 27 settembre 2026Interessante
E' la storia di Celeste, donna vicino alla quarantina, che per seguire l'amore negli anni '60, si trasferisce in un piccolo paese del Sud dove il lavoro, la famiglia di lui e gli abitanti, non la accetteranno mai. Il racconto alterna il passato e il presente in un ritmo a volte rallentato. Vicenda raccontata con sapienza, però meno coinvolgente del romanzo precedente. "Assapora la sensazione dell'essere sola, senza le briglie che le impongono la compagnia di Tonio, delle sorelle, di Laura: Non dover parlare, non dover spiegare i suoi pensieri, goderseli nel privato del proprio cranio, non dover sempre provare a penetrare un'altra testa. le sembra qualcosa di vicinissimo alla libertà, l'opposto dell'oppressione che deriva dal sentirsi soli in compagnia di altri"
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