Antonio Caputo è solamente un bambino di nove anni quando viene strappato dalle braccia della madre, dall'amore della propria famiglia e da Napoli, la sua città natale, per essere condotto in un riformatorio fascista a Verona. La sua unica colpa è essere il nipote in discendenza maschile di Alfredo Caputo, noto barbiere di Napoli conosciuto in tutta Italia, dalle idee antifasciste e reo di aver aiutato diversi ebrei. Antonio passa così otto anni della propria vita in quel luogo, subendo punizioni e abusi fisici, fin quando una mattina, insieme agli altri ragazzi a cui è toccata la stessa sorte, trova il riformatorio deserto e il portone principale aperto verso la libertà. È il 1944 e si vocifera che finalmente la guerra sia finita! Antonio decide di mettersi in viaggio per tornare a Napoli, ma la sua personale odissea non è ancora finita. Tra incontri con gruppi partigiani tra i boschi e sulle montagne, internamento e fuga da un campo di prigionia tedesco, dopo essere scampato a una fucilazione ed essersi gettato da un treno in corsa pieno di armi sulla quale si era nascosto, Antonio giunge finalmente a Napoli per ricongiungersi con la propria famiglia dopo anni di lontananza forzata. Da qui, con l'assunzione alle Poste Italiane e l'incontro con Adriana, con cui formerà una famiglia, inizia il capitolo più bello della sua vita che lo riscatterà dalle ingiustizie subite.
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Anno edizione:2025
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