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Eloisa e Abelardo. Lettere - Pietro Abelardo - copertina
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Eloisa e Abelardo. Lettere - Pietro Abelardo - copertina
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Descrizione


"Quelle gioie da amanti che provammo insieme mi sono state tanto dolci che non possono nè dispiacermi nè sfuggirmi dalla memoria. Dovunque mi volga sono sempre presenti ai miei occhi e mi accendono di desideri. Anche quando dormo la loro suggestione mi tormenta. Perfino durante i solenni riti, quando più pura deve essere la preghiera, le immagini impudiche di quelle voluttà inchiodano tanto nel profondo l'infelicissimo mio animo che mi sento disposta più a quei turpi godimenti che alla preghiera. E cosi, mentre dovrei gemere per quel che ho commesso, piuttosto sospiro per quel che ho perduto. E non quel solo che facevamo allora, ma anche i luoghi e i momenti in cui godemmo, e tu stesso, mi siete a tal punto dentro l'animo che agisco come se fossi con te in quel tempo, e nemmeno quando dormo riesco ad avere pace da queste immagini. Talvolta anche i miei movimenti tradiscono i pensieri dell'animo e la parola mi prorompe incontrollata. Oh me infelice! come potrei ben ripetere il lamento dell'anima dolente: 'Infelice me! chi mi libererà da questo corpo di morte?'. Almeno potessi aggiungere sinceramente le parole che seguono: 'La grazia di Dio per Gesù Cristo nostro Signore'. A te, o carissimo, questa grazia porse aiuto quando con una sola piaga ti liberò dai desideri del corpo, e così insieme anche da molti peccati dell'anima. Proprio per questo, invece di esserti nemico come può sembrare, Dio ti ha favorito, a guisa di un premuroso medico che non risparmia la sofferenza pur di conseguire la salute."
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Dettagli

2017
Tascabile
29 giugno 2017
295 p., Brossura
9788807902710

Valutazioni e recensioni

DIEGO GIUGLIANO
Recensioni: 4/5

« Tutti si precipitavano a vederti quando apparivi in pubblico e le donne ti seguivano con gli occhi voltando indietro il capo quando ti incrociavano per la via [...] Quale regina, quale donna potente non invidiava le mie gioie e il mio letto? Avevi due cose in particolare che ti rendevano subito caro: la grazia della tua poesia e il fascino delle tue canzoni, talenti davvero rari per un filosofo quale tu eri [...] Eri giovane, bello, intelligente »(Eloisa, Lettera ad Abelardo)... Eri? Si, perchè dopo lo scandalo e l'evirazione di Abelardo, i due si scrivono dal convento. E, mentre Abelardo tende all'amore platonico e spirituale, in Eloisa si avverte ancora che il fuoco cova sotto la cenere. Le lettere sono, comunque, commoventi e molto interessanti storicamente e dal punto di vista letterario.

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Pietro Abelardo

(Pallet, Nantes, 1079 - Châlon-sur-Saône 1142) filosofo e teologo francese. Fu allievo di Roscellino e di Guglielmo di Champeaux. Insegnò a Melun e a Corbeil; nel 1114 si stabilì a Parigi come maestro di dialettica nella scuola cattedrale. Legatosi sentimentalmente a una allieva di grande intelligenza e bellezza, Eloisa, che divenne segretamente sua moglie (1119-20), fu perseguitato dallo zio di Eloisa, Fulberto, che lo fece evirare. Dopo la tragica conclusione della vicenda, si fece monaco. Nel convento di Saint-Marcel, dove morì, fu ospite di Pietro il Venerabile. Avversato da san Bernardo e da molti teologi del suo tempo, che lo fecero condannare nei concili di Soissons (1121) e di Sens (1141), A. è l’iniziatore della logica medievale; il suo influsso è presente in tutta la teologia sistematica...

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