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Era mia madre - Iaia Caputo - copertina
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Era mia madre - Iaia Caputo - copertina
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Descrizione



Un sentimento violento, quasi inebriante, che riconduce una figlia dentro l'abbraccio di una madre in attesa di morire. Napoli. Tre generazioni di donne. Una comune tensione verso la bellezza, verso la provocazione della bellezza. Un filo strappato di emozioni che accende ricordi, tensioni, la coerenza dell'amore.

Parigi. Il mondo della danza è tanto magico quanto difficile: Alice ci lavora da anni, senza ambizioni di protagonismo, precaria, segnata da una forma di tollerabile frustrazione. La madre è andata a trovarla: non ha potuto non stigmatizzare quella precarietà ma soprattutto ha mal tollerato il disordine del suo piccolo appartamento, il fuor di squadra di quel vivere senza radici. D'altro canto, Alice lo sa, sua madre glielo ha detto: "Si è vivi fino a quando si è capaci di lasciarsi sopraffare dal bello". Ma che cos'è questo bello? Da quale profondità arriva? Alice accompagna la madre alla stazione e, mentre un giovane pianista "di strada" sta suonando una melodia semplice, ammaliante, lei si accascia e si prepara a morire.
A Napoli, nel letto che addolcisce il suo coma, la madre diventa uno scrigno di memoria, di affetti irrisolti, di scoperte. Alice è ora nel silenzioso appartamento in cui ha vissuto da ragazza. Chino sulla minestra della sera, il padre sconta la scontrosa solitudine che gli è rimasta appiccicata addosso da quando, nel 1994, la Digos lo ha arrestato per movimenti illeciti di danaro del suo partito. In una casa piena di rovine la vita torna comunque a sussurrare parole: c'è da scoprire chi era veramente quella donna così passionale che ora "dorme", c'è da preparare una dipartita che chiama sulla scena fantasmi d'amore.
Iaia Caputo scava nel cuore di una giovane donna per arrivare al grande cuore di sua madre, per ripercorrere la catena dei giorni e dell'accadere che tiene assieme il piacere di vivere e la continuità della famiglia. Tre generazioni di donne. Il profumo del borotalco, la gloria del cielo di Napoli e la sfida della scena del mondo.
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Dettagli

2016
12 maggio 2016
168 p., Brossura
9788807031922

Valutazioni e recensioni

Serena Anzelmo
Recensioni: 5/5

Ho trovato questo libro tra i "libri al buio", ho iniziato a leggerlo un pò con riluttanza, ma è stata presto superata perché quando un libro ti fa commuovere, vuol dire che è quello giusto. Il romanzo di Iaia Caputo fa proprio questo: entra dentro l'anima per smuoverla e conquistarla. Trama scorrevole, descrizioni dei personaggi dirette e poetiche, senza fronzoli ma allo stesso tempo dolci e nostalgiche. Uno stile unico. Un romanzo da leggere in assoluta solitudine, per evitare di essere visti in lacrime.

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Iaia Caputo

1960, Napoli

Iaia Caputo (1960) è nata a Napoli e vive a Milano. A lungo giornalista, ha tenuto la rubrica di libri per “Marie Claire” e per “Flair” dal 2001 al 2006. Ha scritto per “Il Diario” e attualmente per “D di Repubblica”. Ha pubblicato i saggi Conversazioni di fine secolo (La Tartaruga, 1995), Mai devi dire. Indagine sull’incesto (Corbaccio, 1996), Di cosa parlano le donne quando parlano d’amore (Corbaccio, 2001), e il romanzo Dimmi ancora una parola (Guanda). Per Feltrinelli ha pubblicato Le donne non invecchiano mai (2009), Il silenzio degli uomini (2012) e Era mia madre (2016). Fonte immagine: sito editore Feltrinelli.

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