Valter Manunza, "In equilibrio sulla linea azzurra"
È un episodio specifico quello che guida l’infanzia di Damiano Fortuna: sente i suoi genitori urlare, sembrano riferirsi a lui, ma non comprende il significato delle parole. Quando la narrazione passa al tempo presente, Damiano si sta preparando per la maratona di New York. Tuttavia, il dolore causato da quei ricordi è ancora forte. La maratona si trasforma così in un’occasione per rivivere le tappe della sua vita: le ore trascorse con zio Alceste a esercitarsi sulle parole sconosciute, o a teatro e nei musei; le tensioni con la famiglia, in particolare con il padre; la prima cotta adolescenziale e la vergogna delle proprie origini; i successi lavorativi, facendo dell’ambizione l’unica ragione di vita per potersi relazionare con chi, un tempo, lo rifiutava perché di diversa estrazione sociale. Ora la stessa ambizione guida Damiano in questa maratona, dove dovrà seguire la linea azzurra tracciata sull’asfalto per il percorso ideale, tentando di dominare un destino a cui non ha mai accettato di abbandonarsi.
Dialogano con l'autore: Giulia Bellaveglia e Barbara Andolfi
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