Knut Hamsun (Knut Pedersen, 1859-1952) nasce in una famiglia di contadini norvegesi. Esordisce nel 1890 con Fame (Sult), romanzo in parte autobiografico e subito caso internazionale. Seguono Misteri (1892), Pan (1894), Victoria (1898) e Germogli della terra (1917), che gli vale il Nobel nel 1920. Maestro per Mann, Kafka, Brecht, Hemingway e Singer - che lo definì padre della letteratura del XX secolo - la sua fama fu oscurata in vecchiaia dall'adesione al nazismo, che gli costò un processo per tradimento. Fame non ha trama tradizionale. Un giovane scrittore senza nome vaga affamato per Kristiania, scrive articoli che nessuno compra e scivola nella pazzia per fame e povertà. È un flusso di coscienza in prima persona che rende vivido il tormento interiore, rompendo con il realismo. Hamsun non racconta lo stomaco vuoto, ma cosa fa la fame alla testa: vedi cose che non esistono, inventi bugie per non chiedere aiuto, regali gli ultimi spiccioli per sentirti ancora uomo e poi te ne vergogni. Come in Dostoevskij: colpa, coscienza, monologo, ma senza perdono divino. Resta solo l'uomo con la sua testa. Diceva di essersi formato su Nietzsche, Strindberg e Dostoevskij. Dal russo l'orgoglio che preferisce morire piuttosto che chiedere; da Nietzsche il rifiuto di vivere come gli altri; da Strindberg l'ansia che non ti fa dormire. Si oppose a Zola: dove Zola documentava l'esterno da scienziato, Hamsun scavava l'inconscio. Fu uno scandalo. Ecco perché leggerlo: è tra i primi a farci entrare senza filtro nella mente, come faranno Joyce, Kafka, Fante. Senza Fame non esisterebbero il monologo joyciano, l'ansia kafkiana, la scrittura stracciona di Bukowski, Miller, Fante. Prima il romanzo raccontava cosa succede fuori; con Fame cosa succede dentro, quando fuori c'è solo fame. 180 pagine feroci e scomode che ti restano addosso come sensazione fisica. Da leggere d'un fiato. È il libro che ha inventato il Novecento interiore, breve, feroce, indispensabile e necessario.
Fame. Ediz. integrale
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Parlando in prima persona, il protagonista di Fame alterna strazianti depressioni a squilibrate euforie, momenti in cui schernisce gli altri a momenti in cui diventa egli stesso vittima dei torti altrui, sentendosi così ancor più discriminato. Durante il suo errare per la città, incontra altri personaggi, ma tutti entrano ed escono velocemente dalla sua esistenza, lasciando il posto a un'unica costante compagna: la fame.
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Anno edizione:2023
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Laiozz 17 agosto 2026180 pagine feroci e scomode che ti restano addosso come sensazione fisica
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