La descrizione della miseria dell'Italia fascista nel gestire un effimero impero che in realtà non ebbe mai essendo esso limitato alla capitale Addis Abeba ed alle sue periferie ed a qualche avamposto pomposamente definiti governatorati, per lo più retti da carogne infami come il generale Porzio Biroli, il quale, rimosso dal suo incarico con Graziani, ebbe modo durante la Seconda Guerra Mondiale di esercitare la sua ignobile bestiale crudeltà in altri luoghi. Infatti è ancora ricordato, e non certo per nostalgia, in Albania e Montenegro, dove mise ancora una volta in pratica ciò che aveva sperimentato nell'"impero". E' un racconto che mette in luce, se ancora ce ne fosse stato bisogno, come noi italiani non siamo mai stati brava gente se non quando in pericolo e nel bisogno eravamo noi stessi. Noi che fin dal Risorgimento ed alla guerra civile che ne seguì imparammo cosa significa esercitare crudeltà e abiezione. Allora verso altri "italiani", in Etiopia contro gli etiopici. E la corruzione, sottile ma immanente aspetto che completa a caratterizzare le nostre azioni. Il fascismo fu abietto e fallimentare e continuiamo a guardare ad esso.
I fantasmi dell'Impero
La tragica impresa coloniale italiana in Africa fa da sfondo a questo grande romanzo storico che ormai è da considerarsi un classico del genere.
Etiopia, Africa Orientale, 1937. Da un anno Benito Mussolini ha proclamato l'Impero. Ma la propaganda tace che il popolo e il territorio sono tutt'altro che sottomessi. Più di prima infuria la guerra coloniale, anche con l'impiego dei gas, contro gli arbegnoch, i patrioti, ed è tanto più feroce quanto più incapace di successi. Dietro la brutalità degli occupanti e contro il vertice del regime coloniale serpeggia una trama oscura. Ciò che rende “I fantasmi dell'Impero” qualcosa di più di un romanzo storico è il modo in cui l'intreccio è costruito, dando la sensazione di una cronaca in presa diretta. E un miscuglio di finzione e storia che usa tutti i mezzi letterari disponibili: la narrazione immaginaria assieme al documento, le lettere e i telegrammi, il rapporto militare, l'informativa dei servizi, sigle protocolli e gerarchie, verbali di dialoghi e interrogatori. Una polifonia di testi che riproduce tutta la tensione della contemporaneità: attesa, affetto, paura, pena, rifiuto, raccapriccio. E insieme offre - attraverso crimini, sconfitte tenute nascoste, viltà e sadismi burocratici, ma anche gesti generosi e nobili persone - il quadro e il sentimento della mortificazione nazionale che fu la costruzione, irrealizzata, dell'«Impero». La storia si dipana seguendo l'inchiesta di Vincenzo Bernardi. Magistrato militare integerrimo, è lì per capire qualcosa delle azioni, da criminale di guerra, di un ufficiale, un certo Corvo. C'è stato l'attentato al viceré d'Etiopia Rodolfo Graziani, a cui gli italiani hanno risposto con una violentissima rappresaglia. Sulla scia della repressione, si è saputo di eccessi, in lontane province, che rinfocolano e rafforzano la tenace resistenza etiope. Seguendo le tracce di villaggio in villaggio, cercando i colpevoli, Bernardi entra nel cuore di tenebra del colonialismo italiano; ne conosce gli orrori, le bassezze, il conflitto sotterraneo che oppone la milizia fascista agli ufficiali dell'esercito. «Lei era dalla parte sbagliata, Bernardi». I fatti, i personaggi con i nomi cambiati, i nomi autentici, i luoghi, le battaglie, gli agguati, le esecuzioni e il resto, tutto quanto è vero, in questo romanzo; ma al centro è una finzione. Una congettura che però tracce d'archivio, coincidenze, atmosfere e certi esiti nel dopo fascismo rendono quasi plausibile.
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Anno edizione:2026
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Dave 06 febbraio 2026Fare i conti con il passato
Una storia vagamente conosciuta in Italia, che in questo libro viene affrontata con dettagli e ricostruzioni storiche accuratissime (notevole l'uso dei documenti dell'epoca). Un vero plauso da fare agli autori, che ci offrono la possibilità di imparare un capitolo della storia del nostro paese che altrimenti resterebbe enormemente all'oscuro
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Alba Rosa 12 gennaio 2025Informarsi è un dovere
Narrazione cruda delle nefandezze commesse dagli "italiani, brava gente" nella guerra d'Africa. Per l' efferatezza delle scene descritte, ho dovuto interrompere la lettura più volte, ma l' impulso ad arrivare fino alla fine è stato invincibile. Da leggere assolutamente perché noi, come popolo, non abbiamo ancora fatto i conti con il periodo più oscuro della nostra storia: informarsi è un dovere.
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