Piazza C.L.N., 251, 10123 Torino
Contattaci su WhatsApp
Eventi in programmazione
Le scene del delitto
Torino, gennaio 2023. In una città avvolta da nebbia e luci fredde, il commissario della Squadra Mobile Biagio Alveria si trova davanti a un omicidio che infrange ogni regola: uno sceneggiatore viene ucciso e il delitto è diffuso online attraverso un video disturbante, firmato con lo pseudonimo Alan Smithee. Non è solo un assassinio: è una messa in scena. Un’opera pensata per essere vista. Affiancato dalla vice commissario Adele Mancini, brillante e sboccata, dall’informatico Giovanni Costa e dal dirigente Aldo Cravero, Alveria scopre che l’omicidio non è un caso isolato. Altri due delitti emergono dall’ombra, ciascuno costruito come la replica inquietante di una celebre scena cinematografica. Le vittime hanno tutte un legame con Milo Ferrero, regista geniale e controverso, fondatore del laboratorio di iperrealismo speculare; quando l’arte smette di imitare la vita e inizia a riscriverla, il confine tra finzione e crimine si dissolve. A supportare l’indagine arriva Viola Brichet, esperta di cinema, chiamata a decifrare i riferimenti nascosti dietro le scene dei delitti. Ma il tempo non perdona: lo youtuber Loris Barbero, assetato di visibilità, diffonde la notizia del primo omicidio e lascia trapelare l’esistenza di un serial killer, trasformando l’indagine in uno spettacolo mediatico e alimentando il gioco dell’assassino. Mentre Torino diventa il set di una spirale di violenza sempre più audace, Alveria deve fermare un killer che non cerca di nascondersi, ma di essere guardato.
Lab di fotografia: l'arte di guardare. Valeria Fioranti.
L’arte di guardare
Laboratorio di fotografia, scrittura e memoria con Valeria Fioranti.
L’arte di guardare è un laboratorio di fotografia, scrittura e presenza che invita a esplorare il legame tra immagine, memoria e narrazione. Attraverso un percorso teorico e pratico ispirato ai testi Gli anni di Annie Ernaux e Il magico studio fotografico di Sanaka Hiiragi, i partecipanti saranno guidati a trasformare fotografie, oggetti, luoghi e frammenti di vita in racconto visivo e poetico.
Il laboratorio unisce cammino, ascolto, esercizi fotografici e scrittura breve: si impara prima a osservare, respirare, abitare il tempo, e solo dopo a scattare. La fotografia diventa così una pratica di consapevolezza, un modo per dire “io ci sono”, per riconoscersi nel mondo e nelle proprie tracce.
Non un corso prettamente tecnico, ma un’esperienza sensibile e creativa per guardare il mondo con più attenzione, lentezza e profondità.
Valeria Fioranti Valsusina, classe 1981, laureata magistrale in Comunicazione pubblica e politica, Università di Torino. Fotografa specializzata in concerti, teatro, danza. Tra gli artisti fotografati: Skunk Anansie, Ben Harper, Anastacia, Sinéad O’Connor, Joan Baez, Patti Smith, Laura Pausini, Vasco Rossi e altri. Fotografa dell’Associazione culturale e teatrale MOV, della Compagnia di danza afro contemporanea Sowilo. Allieva di Franco Fontana, nel 2016 il suo progetto fotografico “Confini” viene esposto in mostra presso lo Spazio Tadini di Milano, con la collettiva “Franco Fontana e Quelli di Fontana”. Nel 2024 ha frequentato presso la Scuola Holden “Sguardi, un certo modo di vedere il mondo-Laboratorio di narrazione e ritratto fotografico” condotto da Toni Thorimbert, Settimio Benedusi, Gabriele Vacis, Roberto Tarasco, Andrea Bozzo, Davide Longo e PoEM.
Al suo attivo una copertina per il disco live di Niccolò Fabi, contenuto in “Diventi Inventi 1997-2017” e copertina per la pubblicazione “Niccolò Fabi -Antologia di 15 successi arrangiati per Piano-Vocal-Guitar” edito da Hal Leonard Europe Srl. Ha collaborato con il Social Community Theatre Center di Torino, fotografa ufficiale della Fondazione per la Cultura Torino 2017/18, nell’ambito di: Biennale Democrazia, Narrazioni Jazz/Jazz Festival, Torino Estate Reale, MiTo Settembre Musica. Tra marzo e luglio 2021 pubblica con il Valsusa Filmfest il progetto “Donne forti” in ricordo di Agitu Ideo Gudeta, coinvolgendo le allevatrici della Val Susa e Val Sangone. La mostra è stata allestita in vari comuni della Val di Susa (dal 2021 al 2025) e nel 2024 anche nel Comune di Santorso (VI). Nel 2022 fotografa ufficiale del progetto “Respiro Bandito” di Saba Anglana e Fabio Barovero. Conduce dal 2022-2025 piccoli laboratori di fotografia in natura, in collaborazione con la libreria “Casa dei libri”, di Avigliana (TO) e nel 2025 progetta e conduce il “Laboratorio narrativo visuale” presso la Biblioteca Civica di Collegno (TO)
Il gusto amaro dell'uva
"Il gusto amaro dell’uva" è un romanzo di forte impatto, trattando un tema che spesso - purtroppo - viene lasciato in secondo piano, ma che crea grossi problemi a coloro che ne sono direttamente coinvolti: l’alcolismo. Parliamo al plurale perché l’alcolismo incide sulla vita sia di chi è schiavo dell’alcol come di coloro che gli o le stanno intorno. Ecco così come Daniela Colombo ha creato una storia a più voci (La madre, La moglie, Il figlio e L’alcolista stesso) che senza fronzoli, in modo diretto - a volte crudo - racconta la verità di ciò che accade quando l’alcool (che curiosamente dirà la sua nel finale) si “impadronisce” di qualcuno. Il tema è affrontato senza giudizi né pregiudizi, anzi denunciando gli uni e gli altri, approfondendo i vari sentimenti (vergogna, sensi di colpa, vittimismo, egoismo) che pervadono via via i protagonisti. Ne esce uno spaccato della realtà che non può portare che a riflettere sui danni di questa dipendenza, e su cosa ciascuno - a seconda del ruolo in cui si venisse a trovare - potrebbe fare.
La curvatura dell'orizzonte
Leda ha tredici anni, vive su una piccola isola del Mediterraneo e il suo nome è una dichiarazione d’intenti. Intrattabile e solitaria come una gatta randagia, è stata registrata all’anagrafe per sposare un destino: distruggere. O almeno, è questo ciò che le ripete suo padre, l’aspirante sindaco dell’isola, sbucato dal passato dopo anni di assenza per imporle il marchio del proprio cognome. Da allora Gemma, madre di Leda, si è rifugiata nel silenzio e la ragazza, smarrita, ha trovato i suoi punti di riferimento in Giosuè, figlio del maresciallo, e Saverio, bullo della scuola. Ma su quella loro isola, luogo sospeso tra mito e realtà, un giorno come tanti accade l’incredibile. E cambia tutto. Chi è la ragazza che Leda e Giosuè trovano in spiaggia, nuda e confusa? Tra fari abbandonati e notti d’estate piene di presagi, i ragazzi inseguono una verità che gli adulti hanno troppo a lungo nascosto. Un romanzo che, pur colpendo con grande forza e durezza, suona le corde della favola e che, prendendo le mosse da un immaginario neorealista, per i suoi ambienti e le lotte interne ai protagonisti, diventa storia di formazione raccontata in un modo nuovo, fresco, originale.
Kids & Us: english storytelling, Betty Sheep & Frankie Fickle
English Storytelling: Betty Sheep & Frankie Fickle
Un pomeriggio speciale per scoprire l’inglese attraverso lo
storytelling di Kids&Us Torino Collina, tra storie animate, voce e movimento.
Con Betty Sheep: Numbers, i più piccoli giocheranno con i numeri in modo naturale e coinvolgente.
A seguire, con Frankie Fickle della collana Many Monsters,
conosceremo un personaggio curioso e fantasioso
che arricchisce il vocabolario attraverso giochi e suoni.
Un’esperienza giocosa per avvicinarsi all’inglese con curiosità e sorriso.
Prenotazione obbligatoria:
https://forms.gle/Vyhc1APmdeZT6iJNA
Evento gratuito – posti limitati, affrettati!
Per una cultura della partecipazione
La parola partecipazione è una delle più inflazionate del vocabolario culturale contemporaneo. Invocata da bandi, istituzioni, progettiste e progettisti, richiama ideali di democrazia, inclusione e condivisione. Ma cosa significa davvero? Quando è autentica e quando è vuoto rituale? Questo volume vuole offrire strumenti critici e indicazioni pratiche a chi opera nel campo della progettazione culturale. Attraverso saggi e casi concreti, esplora la partecipazione come pratica viva, necessaria e trasformativa in diversi ambiti: dallo spettacolo dal vivo ai festival, dall’arte contemporanea alla rigenerazione urbana, dal patrimonio all’architettura. Un viaggio tra successi e ambiguità, che non propone ricette, ma riflette su interrogativi urgenti: come costruire un coinvolgimento reale? Quali competenze sono necessarie? Come evitare derive strumentali? Una guida essenziale per chi crede che la cultura sia uno spazio di cittadinanza attiva e di cambiamento sociale.
Dizionario minimo dei complottismi
Modera l'incontro e dialoga con l'autore Guido Barosio, giornalista e direttore di Torino Magazine.
Il testo si presenta come un piccolo dizionario composto da una sessantina di voci inerenti al mondo e alle narrazioni cospirazioniste. L’obiettivo è quello di fornire al lettore colto ma non specialista una mappa terminologica e concettuale per muoversi con consapevolezza dentro il mondo e le narrazioni cospirazioniste passate e presenti imparando a riconoscerle. L’insieme dei termini infatti, che spesso si richiamano gli uni con gli altri, traccia un vero e proprio universo dotato di una sua autonomia e coerenza. L’idea di questo dizionario minimo deriva dalla convinzione che il complottismo, variamente declinato, svolga un ruolo crescente nella comunicazione contemporanea e che abbia un carattere tossico. Contribuisce infatti in modo non marginale a corrompere il tessuto delle democrazie, inquinando l’opinione pubblica e disorientando i cittadini. Il testo vuole estendere ad un numero più vasto di cittadini questa consapevolezza e la sua ambizione è di contribuire a rafforzare gli anticorpi per neutralizzarne la tossicità. Il dizionario è preceduto da un’ introduzione dell’autore al tema generale del complottismo. In essa si prova a mettere a fuoco i termini essenziali del problema. E inoltre, si fa il punto sullo stato della ricerca, identificando le principali chiavi interpretative del fenomeno emerse negli ultimi decenni.
MYES - My English Bookclub
Feltrinelli – My English School Book Club
Join the Feltrinelli – My English School Book Club for a guided discussion of a timeless classic: The Pearl, by John Steinbeck. Experience Steinbeck’s unforgettable storytelling while developing your English through thoughtful conversation.
“In the town they tell the story of the great pearl—how it was found and how it was lost again.”
So begins The Pearl, John Steinbeck’s haunting parable of hope, greed, and the fragile line between blessing and curse.
Set in a small coastal community, the novella follows Kino, a poor fisherman, his wife Juana, and their baby Coyotito, whose lives are transformed—and ultimately darkened—by the discovery of a magnificent pearl. With spare, powerful prose, Steinbeck explores how wealth can awaken fear, violence, and moral decay, even in the most generous of hearts.
“[The Pearl] has the distinction and sincerity that are evident in everything he writes.” — The New Yorker
“There is no more impressive writer on either side of the Atlantic.” — Time and Tide
“Steinbeck is to be judged by the highest standards.” — New York Herald Tribune
“Steinbeck at the top of his form.” — The New York Times
A casa non si nasce. Ti servirà partire, per scegliere di restare
Ci sono luoghi che non ti hanno visto nascere, ma ti fanno sentire come se fossi sempre appartenuto a loro. Per Claudio, quel luogo è Torino. Nato e cresciuto a Roma, Claudio ha viaggiato a lungo alla ricerca di qualcosa che nemmeno lui sapeva definire. Ha fatto e disfatto zaini e con il tempo ha capito che il viaggio più vero non è quello che ti porta lontano, ma quello che ti avvicina a te stesso. Questo è il racconto sincero di un percorso fatto di partenze, ritorni, illusioni e rivelazioni. Una storia che parla di perdita e di rinascita, di città che lasciano il segno, di cambi di rotta inattesi. Un libro che racconta cosa succede quando il viaggio diventa ascolto. E magari scopri che casa può essere anche dove non l’avevi mai cercata. Un viaggio autentico, per chi sa che sentirsi a casa non è questione di confini, ma di verità.
Ballare nella catastrofe
Dj Henry fa ballare anche i sassi, chi apprezza la buona musica lo sa. Dj Henry è il migliore. In questo prezioso libro ci svela i segreti per infiammare una serata danzante e smuovere persino quelli o quelle che fanno sedia. La sua tesi si basa su due parole chiave necessarie a chi decide di diventare un divulgatore di musica da ballo: il groove e il sound. Il groove è una scansione ritmica ripetuta, una good vibration, un flusso che trasporta l’ascoltatore in una dimensione di benessere, come tuffarsi in un fiume di acqua fresca e cristallina in una giornata afosa. Non a caso quando si balla, si suda e in qualche modo ci si ritrova spesso bagnati fradici. Soprattutto il groove è un ritmo che dona al ballo una postura armoniosa, un’eleganza particolare. Il sound è invece il suono appartenente a un genere musicale specifico capace di creare una scena controculturale, come è successo per esempio con il northern soul. Il sound produce le condizioni ideali per comprendere le proprie attitudini quando si scende in pista, condividendo-le in momenti magici che possono cambiare per sempre la nostra percezione del mondo. Ballare nella catastrofe si conclude con una serie di poesie da leggere ascoltando alcuni brani selezionati dallo stesso Dj Henry. Poesie e danze per prendersi una pausa e per non dimenticare che una festa orizzontale e conviviale può sconfiggere, almeno nella nostra testa, tutte le guerre di questo mondo sull’orlo dell’abisso. Con DJ Henry, modera l'incontro Andrea Pomini.
Riflessi di solitudine.
In questo saggio, lo sguardo di uno psicoanalista che dialoga con la filosofia e l'arte si posa su un tema tanto universale quanto sfuggente: la solitudine. Non come esperienza da definire, ma come spazio da attraversare. Attraverso un percorso volutamente frammentario - simile a una visita in una mostra immaginaria - il lettore è invitato a camminare tra specchi, prismi e anamorfosi, figure simboliche che mettono in scena l'identità come movimento, disallineamento, possibilità. Il testo intreccia storia delle idee e storia delle immagini, proponendo una cartografia della soggettività moderna: instabile, riflessa, decentrata. In questo intreccio, l'arte non è solo oggetto estetico, ma superficie rivelatrice dell'animo umano, luogo di pensiero e affetto, esercizio dello sguardo obliquo. Più che spiegare, questo libro mostra: mostra come la solitudine apra squarci inattesi sull'identità, come il vuoto possa farsi soglia, e come il senso emerga, a volte, solo nel disorientamento.
Con lo psicoanalista Pier Giorgio Curti. Partecipano all'incontro Giovanni Bottiroli, professore di Teoria della Letteratura a Bergamo, e Francesco Anselmi, fotoreporter documentaristico.
Materia sottile
In "Materia Sottile", Davide Rastello intreccia memoria e percezione, viaggio e intimità, in una trama poetica che attraversa luoghi, stagioni ed emozioni con sguardo limpido e partecipe, dove ogni verso diventa materia viva che respira, si fa tempo e voce. L’autore restituisce alla parola la sua funzione più antica: rivelare il legame profondo tra l’uomo e la natura, tra l’amore e la nostalgia, tra la luce e la sua ombra. Una raccolta che, nella cura del linguaggio e nell’intensità del sentimento, custodisce la ricerca di un senso possibile: quello di un’esistenza capace di riconoscersi fragile ma infinitamente viva, sospesa nella sottile trama che unisce la terra e il cielo.
L'atomo sfuggente
Un'indagine in cui, così come avviene nell'universo subatomico, forze opposte si scontrano di continuo rischiando di innescare un'esplosione che potrebbe lasciare dietro di sé una lunga scia di morti.
«La realtà, non c'è dubbio, è una, ma nessuno la conosce davvero».
Un professore di fisica del liceo, Aldo Colombo, scompare a Brescia in un sabato d'autunno del 1971. Nessun biglietto, nessuna spiegazione. Il professore sembra svanito nel nulla come se non fosse mai esistito. Teo, un brillante giovane matematico ed ex studente prediletto del professore, non si dà pace: la scomparsa di Colombo non può essere volontaria, qualcuno deve averlo fatto sparire, ma perché? Perché rapire un innocuo professore di fisica di un liceo di provincia? L'unico indizio sembra essere un plico di formule su neutroni e fissione nucleare lasciato da Colombo. Teo conosce solo una persona che potrebbe aiutarlo a ritrovare il professore, è Deianira, una giovane insegnante precaria di origini ungheresi che sta facendo i conti con un lontano dolore: una mente affilata, acuta, dall'ironia spiazzante e un'ostinazione feroce. È Deianira a condurre il gioco, a fiutare le piste, a interrogare possibili testimoni, a cercare delle chiavi per decifrare l'enigma. E così, i due si trovano travolti in una storia più grande di loro fatta di lettere anonime, agenti in incognito, vecchi dossier e ricerche sperimentali sulle particelle subatomiche che collegano la scomparsa del professor Colombo a un passato oscuro: Roma, anni Trenta, via Panisperna, il laboratorio di Enrico Fermi ed Ettore Majorana. Tutto sembra ruotare proprio intorno a Majorana. E se non fosse morto e si nascondesse da trent'anni? L'atomo sfuggente è un giallo brillante in costante equilibrio tra noir e storia della fisica, divulgazione scientifica e mistero.
Le ragazze di Pontremoli
In questo libro l’autore racconta la sua esperienza umana e professionale di direttore dell’Istituto Penale per i Minorenni di Pontremoli.
Insieme alla sua sono narrate le vicende di Giulia, giovane educatrice ma anche quelle di Jennifer, Jessica, Sarah, Anna, Miriam, Violeta, Kristina e Nicoletta, alcune delle tante “ragazze di Pontremoli”. Sono storie di giovani donne, dei loro crimini, di alti muri gialli, velluti rossi e fantastici leggins color fucsia.
Philip Dick con Jacques Lacan. Clinica psicoanalitica come fanta-scienza
Lo scrittore di fantascienza Philip K. Dick e lo psicoanalista francese Jacques Lacan si incontrano in un libro che segue gli sviluppi della vita e dell’opera di uno dei più grandi autori americani del XX secolo inquadrandoli nel campo psicoanalitico. In un abile intreccio tra psicoanalisi e letteratura, Fabián Schejtman costruisce il caso clinico di Philip K. Dick esplorando gli sviluppi teorico-clinici dell’ultima fase dell’insegnamento di Lacan. Partecipano all'incontro Mavie Loda e Luca Atzori.