Libro La figlia di Iorio. Tragedia pastorale di Gabriele D'Annunzio Gabriele D'Annunzio
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La figlia di Iorio. Tragedia pastorale di Gabriele D'Annunzio
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Cm. 34, cc. (12) + (204) + 2 carte bianche in fine. Solida e bella legatura edit. in piena pergamena, dorso a nervi con titoli e ricchi fregi in oro (titoli anche ai piatti). Taglio di testa dorato e sguardie in seta. Entro custodia originale in cart. rig

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Cm. 34, cc. (12) + (204) + 2 carte bianche in fine. Solida e bella legatura edit. in piena pergamena, dorso a nervi con titoli e ricchi fregi in oro (titoli anche ai piatti). Taglio di testa dorato e sguardie in seta. Entro custodia originale in cart. rigido. Perfetto stato di conservazione. Riproduzione in fac-simile di manoscritto di una delle prime stesure autografe della tragedia. A fronte, il testo originale a stampa secondo la lezione Treves, aggiornata da alcune varianti introdotte dalla edizione nazionale. Cfr. Guabello, 170. Tiratura limitata e num. di 750 esempl. su carta a mano con filigrana "la fiamma e' bella". Il nostro esemplare porta il n. 188. Allegato un foglio in fac-simile di ms. in cui D'Annunzio dichiara che esiste un solo manoscritto della Figlia di Iorio: quello donato a Francesco Paolo Micheletti. Si aggiunge inoltre la pubblicazione di Emilio Mariano edita per promuovere l'opera.

Dettagli

1938
  • Prodotto usato
  • Condizioni: Usato - In buone condizioni
2560222023266

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Foto di Gabriele D'Annunzio

Gabriele D'Annunzio

1863, Pescara

Debuttò giovanissimo con la raccolta di versi Primo vere (1879), cui seguì nel 1882 Canto novo, nel quale è evidente l’imitazione di Carducci temperata da una già personale vena sensuale e naturalistica. A Roma, dove iniziò (ma non concluse) gli studi alla facoltà di lettere, D’Annunzio visse all’insegna della mondanità e dell’estetismo, sempre alla ricerca di nuove sensazioni in nome di un compiaciuto erotismo al quale sarebbe rimasto fedele sino alla fine con ossessive varianti. Dal decadentismo europeo assimilava, intanto, ideali di sensibilità e di raffinatezza e il gusto del tecnicismo formale: nacquero così, accanto ad alcune raccolte di versi, romanzi come Il piacere (1889), Giovanni Episcopo (1891)...

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