Questo libro si conferma un fantasy coinvolgente e d’impatto, nonostante le sue poco più di 200 pagine, proprio come avevo già notato per il primo libro. È una storia breve, sì, ma incredibilmente densa, capace di lasciare il segno senza bisogno di dilungarsi. Uno degli elementi che ho amato di più è senza dubbio il trope del found family, che qui funziona in modo autentico e potente. È uno di quei casi in cui non è solo un dettaglio, ma il cuore emotivo della storia. Il protagonista si trova davanti a una scelta crudele: deve compiere qualcosa di profondamente “sbagliato” nei confronti della sua famiglia di sangue. E anche se si tratta di una famiglia di assassini (persone che, razionalmente, sembrerebbero meritare quella fine) resta comunque ‘la sua famiglia’. Ed è proprio questo il punto: il legame di sangue non smette di fare male solo perché è tossico. Questa tensione rende il libro crudo, quasi spietato, perché mette il protagonista davanti a un conflitto impossibile da risolvere senza conseguenze emotive. Eppure, in mezzo a tutto questo, emerge qualcosa di ancora più forte: il legame con le due persone che gli stanno accanto. Due individui completamente diversi da lui, eppure così vicini da diventare la sua vera famiglia. Ed è bellissimo come Roth riesca a rendere credibile e intenso questo rapporto in così poche pagine: senti davvero la loro connessione, il loro affetto, il modo in cui si scelgono a vicenda. Tre creature diverse, unite non dal sangue ma da qualcosa di molto più profondo. Ed è questo che resta alla fine: l’idea che la famiglia non sia necessariamente quella in cui nasci, ma quella che costruisci, e che a volte sono proprio queste connessioni a salvarti. 🧛♀️🦉🗡️🧡
Il filo del rasoio
A un anno dall'uscita di Quando sei tra i corvi, Veronica Roth torna a esplorare un mondo intriso di folklore slavo e di ambiguità morali, interrogandosi ancora una volta su una domanda fondamentale: è possibile spezzare un'eredità costruita sul dolore senza diventare ciò che si odia?
«Una storia in cui un folklore deliziosamente spaventoso si amalgama alla perfezione con avventura, cuore e sorprese inquietanti.» - Holly Black
Quando Dymitr viene richiamato nel suo paese di origine per la notte vuota, un rito funebre pensato per tenere il male a distanza, si presenta per lui l'occasione perfetta per mettere le mani sulla reliquia più pericolosa custodita dalla sua famiglia: un libro di maledizioni che potrebbe saldare il debito che lo lega alla leggendaria Baba Jaga. Ma per riuscirci dovrà sopravvivere alla notte affrontando ciò che ha cercato di lasciarsi alle spalle: una famiglia di cacciatori di mostri per cui il dolore è una vocazione, una disciplina e una fede. Tra veglie, rituali sanguinosi e segreti che potrebbero essere smascherati da un semplice sguardo, Dymitr dovrà muoversi con cautela, nascondendo ciò che è diventato e ciò che non è più. Con il calare del sole, poi, il confine tra nemici e alleati si farà sottile come una lama fino a disfarsi. Le riunioni di famiglia, è noto, sono sempre difficili. Talvolta tornare a casa è l'atto più pericoloso di tutti.
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Anno edizione:2026
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vacefs 04 aprile 2026Perché se l’amore non consente il cambiamento, allora che valore ha?
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