Il seguito ideale del romanzo 'Lo stradone'. Giunto... ad una certa età, il narratore, grazie ad un sopravvenuto salvifico disincanto, maturo quanto consapevole, può permettersi di osservare la realtà con distacco da entomologo. Gli altri ci stanno dentro, sono ancora ingranaggi piccoli piccoli della grande macchina del sistema; lui molto meno, espulso da tempo dal ciclo produttivo e marginale anche come consumatore (ormai fuori target, da qui all'infinito). La realtà, irrimediabilmente sciatta e volgare, viene accettata proprio perché filtrata attraverso il filtro dell'ironia e del cinismo. Lettura raccomandata agli 'over'.
La fine del mondo
Libro presentato da Gianluigi Simonetti nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2026.
Uno dei «romanzi» più toccanti ed esilaranti della nostra letteratura recente.
«Estremamente potente e ricco, di una ferocia senza precedenti… Erede degli eroi tormentati di Céline, Malcolm Lowry, Don De Lillo.» - la Repubblica
«Pecoraro è autore di quello che andrebbe definito il Grande Romanzo Italiano.» - Il Venerdì di Repubblica
«Spesso insuperabile. Un classico moderno. Una nuova Odissea.» - El País
«Con la sua scrittura travolgente riesce a catturare, nella filigrana delle ossessioni di un singolo, il trauma storico di quel ‘groviglio' che chiamiamo Italia.» - Andrea Cortellessa, Tuttolibri
Roma, duemilaventi e rotti; un’Italia, un mondo simili ma non identici ai nostri. Un narratore avanti con gli anni, residente nell’«Ipotassi Cetomedioide», roccaforte piccoloborghese a ridosso del centro storico, prende il consueto caffè di cialda sul tavolo di cucina dell’appartamento che condivide con la compagna Carla. Parla fra sé: ricorda, disprezza, rimpiange, sogna, teme, scevera il tempo passato, la storia in cui è immerso, il poco futuro che sente di avere. Fantasie, memorie, ossessioni dell’uomo vertono sulla fine di un mondo – la fine del mondo? – e di un’esistenza, dando forma a una lettura integrale della nostra epoca, memorabile per intensità, umorismo, lucidità, crudeltà, stile. In questo libro, care lettrici e cari lettori, non sentirete il bisogno di una trama; potrete finalmente farne a meno! Ma il nostro uomo, questo sì, racconta: racconta la sua vita, racconta dell’amata Isola greca e dei suoi personaggi «più umani» di noi, racconta la città demmerda in cui vive, la nazione fascistoide che è diventata la nostra, racconta la Rete, racconta la molteplice, deprecabile e ammirevole umanità di cui partecipiamo. Racconta la realtà senza esserle servo, implicitamente ribellandosi, eppure – ripete l'uomo con amara ironia – accettandola. Con La fine del mondo, Francesco Pecoraro ci offre un «romanzo» ai confini del genere, sommamente divertente, di vertiginosa intelligenza, di commozione assoluta e profondamente innovativo, confermandosi tra i pochi scrittori italiani degni della grande modernità letteraria.
Proposto da Gianluigi Simonetti al Premio Strega 2026 con la seguente motivazione:«La fine del mondo cui allude il titolo del libro di Francesco Pecoraro è la fine della storia, della politica, della società del Novecento. Ma proprio quest’opera dimostra, con il suo progetto stilistico e la sua ricerca di senso, che la cultura letteraria del Novecento non si è esaurita, ha solo bisogno di uscire dalla propria zona di conforto e esercitare i suoi strumenti sul mondo nuovo. Le strutture del romanzo-saggio si misurano col ritmo dello scrolling compulsivo, il linguaggio esatto della tecnica si confronta con quello melmoso della quotidianità, l’istinto di morte di un individuo e di una società allo stremo fanno i conti con la vitalità selvaggia della natura, colta in momenti d’estasi e di pace che non si lasciano dimenticare. Propongo al Premio Strega La fine del mondo perché nell’epoca della distrazione universale e dell’arte come semplice passatempo c’è più che mai bisogno di libri come questo: in dialogo con la tradizione e insieme ipercontemporanei, conflittuali e inconciliati, materialisti e senza lieto fine. Densi e pieni di energia, sinceri fino alla visceralità, appassionati ma lucidi: pronti a cercare la vita interrogando la morte, a trovare la speranza nel suo negativo.»
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Anno edizione:2026
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Eclipse 25 febbraio 2026Mi ricordo...
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