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La fine delle banche. Il denaro, il credito e la rivoluzione digitale
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La fine delle banche. Il denaro, il credito e la rivoluzione digitale - Jonathan McMillan - copertina
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La fine delle banche. Il denaro, il credito e la rivoluzione digitale Jonathan McMillan
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Descrizione

È possibile immaginare un futuro senza banche? È realistico ipotizzare un sistema finanziario indipendente dall'attività bancaria?

«Non sprechiamo un'altra crisi finanziaria. Possiamo davvero lasciarci le banche alle spalle. Una prospettiva assolutamente nuova.» - Financial Times

«Stimolante, audace, visionario.» - Foreword Reviews

E, soprattutto, è possibile scongiurare una nuova crisi come quella che nel 2007-2008 ha trascinato l'economia mondiale in una delle più gravi e a tratti perduranti fasi recessive della storia, con costi sociali altissimi che i governi, in particolare quelli dei paesi occidentali, da un decennio stentano a fronteggiare? Jonathan McMillan, nom de plume dietro il quale si celano due esperti del settore - un accademico e un investment banker -, sembra non avere dubbi. Il nostro sistema bancario, sostiene McMillan, è fondamentalmente instabile, soggetto a ogni genere di speculazione finanziaria e, come hanno dimostrato i tanti fallimenti di importanti istituti di credito, capace di sottrarsi alla vigilanza dei vari organi di controllo e alle valutazioni delle agenzie di rating. La rivoluzione digitale, poi, ha complicato tutto, rendendo le transazioni bancarie più complesse, i flussi di denaro meno trasparenti, i prodotti finanziari sempre più aleatori. Difficilmente, quindi, un settore così esposto e deregolamentato potrà sopravvivere a lungo. Tuttavia, secondo McMillan è proprio questa la buona notizia, perché l'inevitabile fine delle banche così come le abbiamo conosciute negli ultimi trent'anni suggellerà l'inizio di un sistema finanziario moderno, sicuro e funzionale. Affinché questo veda la luce sono sufficienti alcune regole e innovazioni molto semplici, che vanno dalla ridefinizione del ruolo del settore pubblico e delle banche centrali a nuovi criteri nell'erogazione del credito - come l'adozione di piattaforme peer-to-peer per l'allocazione dei prestiti -, dall'introduzione di norme finalizzate a scoraggiare le speculazioni finanziarie alla sempre maggiore diffusione della moneta elettronica, dal reddito incondizionato o «di base» per assicurare la stabilità dei prezzi a una cornice legale che garantisca un monitoraggio continuo e sicuro dell'attività creditizia. L'obiettivo, sostiene McMillan, è la disintermediazione bancaria, cioè la possibilità per famiglie e imprese di accedere al credito in forme nuove, creative e funzionali, spezzando quel legame tra credito e creazione di moneta che costituisce oggi una delle principali criticità del sistema bancario. La fine delle banche offre dunque un ventaglio di soluzioni innovative, non convenzionali, forse addirittura rivoluzionarie. Secondo alcuni critici, assolutamente irrealistiche e impraticabili. Ma perché attendere la prossima crisi finanziaria per metterle in atto? Forse, allora, potrebbe essere troppo tardi.
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Dettagli

2018
30 gennaio 2018
232 p., Rilegato
9788804685951
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Indice

Indice

Elenco delle abbreviazioni
Prefazione
Introduzione

La banca nell'età industriale

I. Perché l'attività bancaria è importante
II. Il funzionamento dell'attività bancaria tradizionale
III. I problemi dell'attività bancaria

La banca nell'era digitale

IV. L'attività bancaria non è limitata alle banche
V. Come funziona il sistema bancario ombra
VI. La crisi finanziaria del 2007-2008
VII. Il sistema finanziario dopo il 2008

Un sistema finanziario per l'era digitale

VIII. L'attività finanziaria non è più necessaria
IX. Una nuova attività di credito per il futuro: porre fine all'attività bancaria
X. Il ruolo del settore pubblico
XI. Una visione d'insieme

Conclusioni
Note
Bibliografia

Conosci l'autore

Jonathan McMillan

Jonathan McMillan è uno pseudonimo dietro il quale si nascondono un investment banker, che conosce da vicino i meccanismi dei centri finanziari di Londra e New York e che vuole mantenere l’anonimato, e Jürg Müller, accademico formatosi a Cambridge e a Zurigo, esperto di regolamentazione bancaria e autore di numerosi articoli per il «Journal of Economic Theory» e la «Neue Zürcher Zeitung».

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