Tutti conosciamo l'iconica figura del mostro di Frankenstein, ma leggere il libro originale del 1818 è stata un'esperienza decisamente diversa da quella che mi aspettavo. E, purtroppo, non mi è piaciuto. Il primo grande difetto, a mio avviso, è la totale mancanza di enfasi sulla nascita della creatura. Quello che dovrebbe essere il momento clou – la creazione vera e propria – viene liquidato in pochissime righe, lasciando un enorme vuoto di curiosità. Il romanzo si sviluppa invece con una struttura narrativa un po' ripetitiva: prima racconta tanto, tantissimo il dottore; poi la parola passa al mostro che racconta la sua parte; e infine si torna di nuovo al dottore. Ma cosa raccontano davvero? Entrambi riescono a riempire pagine su pagine parlando quasi esclusivamente di come si sentono. È un continuo focus su ambizioni, paure, rimorsi e sentimenti personali. Se da un lato questo rende il mostro "meno mostro" di quello che appare nei film (rivelandosi una creatura sensibile e incompresa), dall'altro riduce il dottor Victor Frankenstein a un povero uomo, debole e logorato dai suoi stessi pensieri. Alla fine, la trama prende una piega un po' scontata e il ritmo ne risente parecchio. Un vero peccato, perché l'idea di base resta leggendaria, ma lo sviluppo è decisamente troppo pesante e incentrato sui monologhi interiori piuttosto che sull'azione.
Frankenstein
Una storia che è un groviglio etico, un ragionamento profondo sull'origine della vita.
«Anche a distanza di anni, "Frankenstein" rimane uno dei piú agghiaccianti romanzi neri, o gotici, mai scritti» – Nadia Fusini
Nel 1816 Lord Byron, durante una sera tempestosa nella sua villa a Ginevra, propone ai suoi ospiti – Mary e Percy Shelley, e William Polidori – di scrivere, per gioco, cun racconto dell'orrore. Ricollegandosi al mito di Prometeo, Mary scriverà Frankenstein. Una storia che è un groviglio etico, un ragionamento profondo sull'origine della vita: l'angosciante storia di uno scienziato che conduce macabri esperimenti nel tentativo di restituire la vita ai cadaveri. Una favola terribile capace di imporsi con la forza delle immagini e la sua autonomia di mito universale. Uno sconvolgente racconto dell'orrore in cui il mostro è piú umano del suo creatore. Introduzione di Nadia Fusini.
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Anno edizione:2016
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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iL FEDE 28 maggio 2026delusione rispetto alle aspettative
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angela 29 marzo 2026delusa
Aimè non mi è piaciuto...certo che ci sono dei colpi di scena però per arrivarci ce ne vuole; alcune parti secondo me si potevano ignorare perché non "centrano" con la storia e fa solo stancare.
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Lu 05 febbraio 2026travolgente
Se pensate che Frankenstein sia solo la storia di un "mostro" che cammina in modo goffo, preparatevi a cambiare idea. Il romanzo di Mary Shelley è una delle opere più profonde, struggenti e filosofiche che siano mai state scritte. Non è solo un horror; è un trattato sulla natura umana, sul rifiuto e sull'ambizione smisurata.
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