Freddo come una macchina - Colson Whitehead - copertina
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Freddo come una macchina
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Descrizione

Nell'ultimo capitolo della sua Trilogia di Harlem, Whitehead racconta una città in continuo mutamento, tra grattacieli scintillanti e squallidi rifugi sotterranei. Con la sua prosa e un'inesauribile immaginazione, ci ricorda inoltre che è solo grattando via la superficie che si può scoprire la verità.

«Un'ode a una città maestosa e alle sue genti.» - Time

«Come in una ballata di Bob Dylan, come in una parabola religiosa o in un racconto popolare tramandato per generazioni, nella storia di Ray Carney c'è un pezzo di tutti noi.» - Marco Bruna, La Lettura


1981. New York sta lentamente riemergendo dalla rovina finanziaria e dal declino grazie a uno sviluppo immobiliare sfrenato e al capitalismo predatorio dell'era Reagan, che domina Wall Street. A Harlem, Ray Carney - stimato negoziante nonché abile ricettatore - è appena stato nominato Rivenditore del Mese della Sterling Furniture Co. Quando le banche negano a sua moglie Elizabeth il prestito necessario per ampliare la sua agenzia di viaggi, decide di tentare un ultimo colpo. 1983. L'amico e complice di Carney, Pepper, per alcuni è solo un sociopatico, per altri un formidabile ladro con problemi relazionali. Anche se da un po' sente il peso degli anni, accetta di fare un ultimo favore a Elizabeth: scortare un cliente durante una delicata compravendita di pezzi d'arte nel mercato nero dell'East Village. È un mondo per lui del tutto sconosciuto ma ormai ovunque in città si parla la lingua che lui stesso conosce meglio di tutte: quella della violenza. 1986. Da vent'anni Carney è tormentato dai sensi di colpa per non essere riuscito a salvare suo cugino Freddie. Ora finalmente ha l'occasione per riscattarsi, mettendo al riparo suo figlio dalle brutte compagnie. Fare di nuovo squadra con Pepper, però, significa per Carney rischiare la sicurezza della sua famiglia, che ha impiegato decenni a costruire.

Dettagli

13 ottobre 2026
420 p., Brossura
9788804816546

Conosci l'autore

Foto di Colson Whitehead

Colson Whitehead

1969, New York

Scrittore statunitense, vincitore di numerosi premi, è erede del romanzo postmoderno, della saturazione mediatica che diventa meditazione sulla storia e sul suo assorbimento nella cultura del consumo. Ne L’intuizionista (Mondadori, 2019) gli ascensori diventano simbolo di sviluppo verticale e di un’ansia di promozione sociale che seduce anche i neri. Dopo John Henry Festival (Sur, 2018) mostra un mondo minacciato da un nuovo razzismo, di cui la cultura delle merci si fa veicolo e in cui la pubblicità è la principale fonte di ispirazione nella vita delle persone, mentre il postapocalittico Zona Uno (Einaudi, 2013) destruttura il genere horror. La ferrovia sotterranea (Sur, 2016) è stato un successo internazionale che gli è valso il Pulitzer...

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