Fugit è una raffinata raccolta di racconti gotici accomunati da un unico, affascinante filo conduttore: il Tempo, inteso come ossessione, attesa, memoria e destino. Un tema complesso e sfuggente, affrontato da prospettive diverse e spesso inquietanti. Come accade spesso nelle antologie, alcuni racconti risultano più incisivi e scorrevoli di altri, ma nel complesso la raccolta ha un andamento omogeneo. Avrei apprezzato una breve introduzione a ciascun testo, con qualche nota sull’autore o sulla genesi dell’opera (presenti complessivamente nella prefazione), ma questo non intacca la qualità del volume. La struttura del libro è ben riconoscibile: nella prima parte i protagonisti sono oggetti quotidiani che, col passare del tempo, si caricano di ricordi e oscurità, trasformandosi in presenze perturbanti. La seconda sezione sposta l’attenzione su qualcosa di più astratto e angosciante: l’attesa, che dilata la tensione e accompagna il lettore in una dimensione sospesa. Nell’ultima parte il Tempo diventa futuro, eternità e destino ineluttabile, culminando in un trittico finale di grande valore con racconti di Marcel Schwob, Mark Twain ed Edgar Allan Poe. L’edizione è, come sempre per Abe, curata in modo impeccabile: traduzione e illustrazioni suggestive accompagnano i racconti senza mai risultare decorative o scontate. Un piccolo gioiello editoriale, che conferma come questa casa editrice non pubblichi semplici libri, ma vere e proprie opere d’arte.
Fugit. L'ombra del tempo
«Il Tempo, come suggerisce Borges, è la sostanza di cui siamo fatti o, forse, il Tempo non è altro che l'essenza distillata di un mondo inafferrabile. È difficile comprenderne, infatti, la sua natura intrinseca, il rapporto speciale che intesse con l'uomo e con le altre creature. Il Tempo esiste e non esiste, fonde le sue strutture, ammesso che ne abbia realmente, si dilata e si restringe, confonde i sensi e la coscienza. Tuttavia, privati del Tempo non saremmo in grado di percepirci, esseri senza direzione, senza un senso, senza un ordinamento. Il Tempo ci determina, conserva i nostri ricordi, le nostre storie e, come la letteratura ci ha più volte mostrato, può divenire ossessione, un inseguimento serrato che non sempre si rivela soddisfacente o proficuo. Pensiamo al capolavoro proustiano, costruito su ricerche e attese febbrili, o alle profondità borgesiane, tormentate dal concetto di eternità; o, ancora, a Montale, dove il Tempo viene rivelato nella sua essenza metafisica e trascendente. Presagi, inquietudini, ma anche speranze accompagnano le riflessioni che gli autori della grande letteratura dedicano a questo tema, tanto complesso quanto sconfinato. Ed è proprio a questa dimensione, fragile e potente insieme, che Fugit è dedicato» (dalla prefazione di Sara Elisa Riva)
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Anno edizione:2024
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Pagine_e_inchiostro 29 dicembre 2025Fugit
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