Il garofano rosso - Elio Vittorini - copertina
Il garofano rosso - Elio Vittorini - 2
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Dati e Statistiche
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Letteratura: Italia
Il garofano rosso
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Descrizione


Siracusa, anni venti. Il fascismo è nella sua prima fase antiborghese e rivoluzionaria e Alessio Mainardi, liceale inquieto e ribelle, vi aderisce con entusiasmo. L'iniziazione alla vita adulta lo porta però a sbandare tra la relazione idealizzata con la studentessa Giovanna e il rapporto concreto e fisico con la prostituta Zobeida. Alessio finirà quindi per mettere da parte i sogni di ribellione in favore di una vita più ascetica, più borghese. Primo romanzo di Vittorini, pubblicato solo nel 1948 perché censurato dal regime a causa delle tematiche fortemente sensuali e delle implicazioni politiche, Il garofano rosso è uno dei racconti di formazione più riusciti della nostra letteratura, la fotografia di un'epoca e di una trasformazione cruciale, lo specchio delle nobili, confuse aspirazioni di una generazione intera.

Tropes e temi

Dettagli

13 maggio 2026
224 p., Brossura
9788830154773

Valutazioni e recensioni

  • Nicola

    Ambientato nella Sicilia del regime fascista il romanzo narra il passaggio di un ragazzo borghese dai sogni e dalle ingenuità giovanili in politica ed in amore alla scoperta del sesso e della cruda realtà della vita vera attraverso la relazione breve ma tormentata con la mtica prostituta Zobeida. Una bella storia d'amore e di formazione.

  • Zenone

    Romanzo travagliato, per stessa ammissione dell’autore nel suo saggio che divenne prefazione solo per la prima edizione del 1948. Iniziato in età giovanile, fu pubblicato solo nel dopoguerra “per avverse circostanze”, tra queste anche la censura nonostante l’adesione del protagonista, il liceale Mainardi, ad un fascismo di prima maniera, che richiamava più per la carica rivoluzionaria e antiborghese e per una carica di violenza istintiva che per un’adesione ideologica (ammesso che all’inizio ci fosse un impianto ideologico coerente e riconoscibile nel fascismo). Il delitto Matteotti viene inizialmente richiamato diverse volte per evidenziare la contrapposizione tra i primi schieramenti a favore o contro l’onorevole assassinato. Una volta definito a grandi linee il contesto politico e storico della storia, il romanzo si immerge nella relazione tra il Mainardi e la giovane Giovanna, ormai al termine del percorso scolastico, incontrata di persona solo una volta e, successivamente, nei diversi resoconti degli amici e conoscenti. Una storia di amore che si mescola con la relazione con Zobeida, una donna di malaffare che vive nell’atelier di una tenutaria (non si capisce bene se sia una semplice prostituta o qualcosa di più). L’ultima parte del romanzo assume una dimensione quasi onirica, fa da sfondo un funerale di una giovane suicida per amore dal quale scaturisce un improbabile dibattito sulle norme da applicare all’amore. La contestualizzazione geografica è molto vaga, si fa riferimento ad un Duomo e alla sua piazza circondata da “palazzine rosse settecentesche a semicerchio”, un Arcivescovado dal quale proveniva un “puzzo di preti” ed un odore di limoni e ad un arsenale/cantiere di barche posizionato dopo un ponte che riportano alla mente Ortigia, centro storico di Siracusa; una montagna rosa ed il lungo corso denominato Parasanghea scompigliano però le certezze!

  • LORENZO GIACINTO

    Bellissimo romanzo di formazione che intreccia in modo suggestivo ritratto psicologico e poesia. I grandi temi dell'adolescenza tra cui l'amicizia, l'amore, lo slancio politico, la voglia di esserci e di mostrare il proprio coraggio; tutto questo è dipinto con rara maestria e levità di tocco. Un libro forse ancora troppo sottovalutato (lo fu anche da Vttorini), ma che rientra a pieno titolo, per la sua grande verità di rappresentazione, nel novero delle opere migliori del nostro secolo.

Conosci l'autore

Foto di Elio Vittorini

Elio Vittorini

1908, Siracusa

Romanziere, critico e traduttore, ha segnato con il suo stile scabro e innovativo un punto di rottura con la cosiddetta "prosa d'arte" che andava per la maggiore in Italia fra le due guerre. Lo troviamo partecipe delle esperienze più caratterizzanti della cultura del Novecento.Scrittore inquieto, avverte sin dall'infanzia il bisogno di evasione. A diciotto anni infatti si trasferisce dalla sua terra natale, la Sicilia, a Gorizia dove lavora sia come assistente edile sia come collaboratore del quotidiano «La Stampa» e della rivista «Solaria», diventando così interprete dell'inquietudine intellettuale degli anni Trenta. Da quel momento Vittorini partecipa attivamente alla vita letteraria; scrive racconti e romanzi tra cui Il garofano rosso che, bloccato...

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